Banche e acciaio. Sfida aperta tra Roma e Bruxelles

Europa
ilva Lo stabilimento siderurgico                     RENATO INGENITO/ANSA

Dopo la contesa sulle banche, la Commissione europea ha bocciato anche gli aiuti pubblici all’Ilva

C’è tensione tra Bruxelles e Roma e oggi si delineano meglio le motivazioni per cui la scorsa settimana, nell’ultimo vertice europeo, il premier Matteo Renzi aveva attaccato l’Europa solo a guida tedesca. Un offensiva, quella di Renzi, contro un’Europa burocratica e sempre più senz’anima che vede aiuti di stato ad ogni angolo, ma a senso unico.

Ieri il contenzioso sulle banche, si è arricchito del caso Tercas. L’Unione europea ha infatti bocciato anche il salvataggio della Cassa di risparmio di Teramo, dicendo che è stata stata salvata da aiuti di Stato “incompatibili” attraverso il ricorso al Fondo interbancario di garanzia. Ma la replica di Roma non si è fatta attendere. Il ministero dell’Economia ha sostenuto che la bocciatura della Commissione europea “non ha nessuna conseguenza negativa” perché il Fondo di garanzia ha istituito un meccanismo completamente volontario e una gestione distinta da quella principale nel caso di salvataggio, come è avvenuto per Tercas. Anche per le altre banche la lettera di Bruxelles inviata alla vigilia del decreto “salva banche” testimonia perché non sia stato possibile usare il fondo interbancario per ricapitalizzare le banche coinvolte salvando tutti i risparmiatori.

Ora lo scontro riguarda l’acciaio. La Commissione europea, ha bocciato ieri gli aiuti pubblici per il risanamento dell’Ilva e del territorio circostante. Bruxelles vi ha intravisto aiuti di Stato e ha avviato la procedura d’infrazione. Immediata la replica del governo italiano che ricorda come le norme europee prevedano aiuti di stato nel caso in cui, come nel caso dell’Ilva, non si tratta solo di rimettere in piedi un’azienda ma di intervenire per il risanamento e la bonifica ambientale come è successo a Taranto.
Insomma l’Italia farà subito ricorso contro le decisioni europee sull’acciaio.
È una battaglia, questa nella Ue, che Renzi porterà avanti, e che sta incidendo nelle scenario internazionale. Lo scontro tra l’Italia e l’Unione europea non ha precedenti: non c’erano mai stati così tanti motivi di conflittualità tutti insieme.

 

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