Banche ancora sotto pressione, ma il governo studia le soluzioni

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Milano, 18 giu. (TMNews) - Piazza Affari torna al centro delle vendite, nonostante i risultati incoraggianti delle elezioni in Grecia. L'indice principale Ftse Mib ha perso il % a punti. Le tensioni si sono riversate anche sui nostri titoli di Stato, con lo spread tra Btp e Bund decennali che ha chiuso in area punti rispetto ai 449 punti della chiusura di venerdì.

Pesantissimo il titolo Mps che perde circa 9 punti percentuali dopo la lettera della Bce che la invita ad accelerare la cessione delle sofferenze

Un’altra giornata nera per le banche italiane. A Piazza Affari, ancora una volta il listino peggiore tra quelli europei, continuano a pesare i timori sullo stato di salute degli istituti di credito. La principale fonte di preoccupazione oggi è Monte dei Paschi di Siena che perde ben 14 punti percentuali dopo la lettera della Bce che la invita ad accelerare la cessione delle sofferenze. Una lettera che gli investitori traducono in un potenziale aumento di capitale.

Ad arginare le ondate di vendite delle ultime sedute, dunque, non è bastato – almeno per il momento – il nuovo strumento di protezione del sistema bancario messo a punto dal governo, la garanzia pubblica da 150 miliardi per la liquidità. Uno strumento che mette al riparo gli istituti da un’eventuale insufficienza di liquidità, ma non dagli altri due nodi sistemici del sistema bancario: le sofferenze (i crediti inesigibili che pesano sui bilanci delle banche) e l’insufficiente capitalizzazione di alcuni istituti.

Per questo palazzo Chigi, assieme al ministero dell’Economia e a Bankitalia, sta mettendo a punto un piano salva-banche che vada al di là della pur necessaria garanzia.

Quanto alla prima questione, quella delle sofferenze, circola ormai l’ipotesi di un fondo (Atlante 2) il quale, con una dotazione di circa 5 miliardi, potrà comprare i crediti in sofferenza in pancia alle banche a un prezzo maggiore di quello, molto basso, offerto dal mercato. Uno strumento – finanziato soprattutto dallo stesso sistema bancario –  che servirà dunque a smaltire i crediti deteriorati.

Sulle ricapitalizzazioni, secondo fonti di governo, allo studio ci sarebbero soluzioni di mercato nel rispetto delle regole europee, e non interventi pubblici diretti, come ipotizzato invece il Financial Times, che apre l’edizione di oggi dando grande rilievo alla notizia che ‘Matteo Renzi sarebbe determinato a intervenire con fondi pubblici malgrado gli avvertimenti di Bruxelles e Berlino di rispettare le regole”.

In ogni caso, qualsiasi soluzione dovrà tenere conto delle importanti scadenze dei prossimi mesi: le banche italiane dovranno rinnovare obbligazioni (parliamo di una delle loro fonti di sostentamento) per ben 120 miliardi di euro: se la pressione sui bancari continuasse, gli istituti potrebbero faticare non poco a rifinanziarsi. Ma sopratutto, a fine luglio ci sarà un nuovo stress test su 53 banche europee, tra cui cinque italiane, ovvero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco popolare e Ubi Banca. Un risultato negativo complicherebbe di molto la situazione.

Ecco perché le istituzioni dovranno mettere sul piatto un piano robusto, convincente, in grado di intimorire (cosa non facile) gli speculatori che riescono a guadagnare quando i mercati scendono. Con l’obiettivo che lo stesso Renzi ha ribadito anche oggi durante la Direzione nazionale del Partito democratico: “Noi i risparmi li salviamo”.

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