Banca Etruria, assolti ex vertici per ostacolo alla vigilanza

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Il tribunale ha dato ragione alla difesa che ha sostenuto che gli imputati avevano comunicato a Bankitalia tutti gli elementi fondamentali

Il Tribunale di Arezzo ha assolto gli ex vertici di Banca Etruria ai quali la Procura contestava il reato di ostacolo alla vigilanza. Il giudice, Anna Maria Loprete, ha così assolto l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore Luca Bronchi e il direttore centrale David Canestri.

“Il fatto non sussiste” è la formula usata dal gup per quanto riguarda l’operazione relativa alla cessione di immobili, in particolare quelle della società Palazzo della Fonte, una di quelle sulle quali gli ispettori di Bankitalia avevano segnalato possibili criticità di rilevanza penale nel bilancio 2012.

“Il fatto non costituisce reato” è invece la formula usata dal gup per il capo d’imputazione relativo ai presunti crediti deteriorati.

L’accusa, sostenuta dal procuratore della repubblica di Arezzo Roberto Rossi e dal pm Julia Maggiore – che avevano chiesto due anni e 8 mesi per Fornasari e Bronchi e 2 anni per Canestri – era di ostacolo all’Autorità di vigilanza per l’appostamento tra gli incagli di crediti che invece avrebbero dovuto essere indicate come sofferenze.

Una classificazione errata che avrebbe sviato, secondo la tesi dell’accusa non riconosciuta dal Gup, la vigilanza della Banca d’Italia che pretese poi una ricapitalizzazione evidentemente inferiore al necessario con la conseguenza che la banca fu poi commissariata nel febbraio del 2015 quando i due esponenti di vertice, oggi assolti, erano già stati avvicendati. L’accusa contestava anche l’operazione di vendita della società Palazzo della Fonte che conteneva buona parte del patrimonio immobiliare della banca aretina.

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