Ballarò, l’arringa di Giannini non fa salire gli ascolti

Rai

Il giornalista ieri sera ha risposto duramente ad Anzaldi e al Pd. La trasmissione sotto il 4%

“La Rai mi può licenziare, il Partito democratico, con tutto il rispetto, proprio no”. Ieri la trasmissione di Ballarò si è aperta con un intervento del suo conduttore Massimo Giannini. Ha risposto così il giornalista durante la sua replica che arriva a una settimana dalla frase del conduttore – “rapporti incestuosi” -, in riferimento alla situazione del padre del ministro Boschi e della vicenda legata a Banca Etruria, e dalla polemica scoppiata immediatamente dopo.

La frase, infatti, aveva fatto saltare su Michele Anzaldi, componente della commissione di Vigilanza Rai, che aveva immediatamente chiesto alla Rai di prendere provvedimenti contro il giornalista: “Hanno mandato a casa Azzalini per molto meno – aveva affermato il parlamentare riferendosi al dipendente Rai licenziato -. Serve la stessa determinazione”.

Dalla dichiarazione del parlamentare dem è nato lo scontro, tra dichiarazioni e commenti sui social, tra chi difende Giannini da una parte, soprattutto colleghi giornalisti tra cui Ezio Mauro e Ferruccio de Bortoli, e quelli che sostengono che Anzaldi abbia ragione e che l’azienda pubblica dovrebbe intervenire. Altri hanno chiesto al conduttore di Ballarò di chiedere pubblicamente scusa.

E ieri, all’inizio della sua trasmissione, è arrivata la sua replica ad Anzaldi e al Pd. “Mi dispiace molto ma non capisco di cosa dovrei chiedere scusa pubblicamente dal momento che come si direbbe nel gergo dei tribunali è che il fatto non sussiste”, ha detto Giannini spiegando di aver parlato di “rapporti incestuosi” per definire “quel groviglio di relazioni politiche, affaristiche e finanziarie molto più larghe della cerchia ristretta della famiglia Boschi e del tutto privo del significato letterale che Anzaldi e gli altri esegeti del Partito democratico hanno voluto leggervi”.

“Lo hanno capito tutti, lo capirebbero tutti, ma evidentemente nel Pd c’è qualcuno che fa finta di non capire e utilizza questo episodio come una clava contro Ballarò, vezzo peraltro non nuovo”, ha aggiunto il giornalista facendo riferimento alle parole del premier Renzi che qualche tempo fa aveva dichiarato che se Ballarò e DiMartedì “fanno meno (ascolti) di Rambo, di una replica della replica, vuol dire che si sceglie la storia che è scritta meglio”.

Quella volta il programma condotto da Giannini aveva registrato un 4,41%, nella puntata di ieri lo share è stato del 3,95% – 953000 spettatori – superato dal 4,15% della trasmissione di Floris su La7.

 

 

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