Bagnoli e altri disastri. Ecco i guai di Napoli ancora senza risposta

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I Carabinieri del Nucleo Ambientale hanno apposto i sigilli all'ex Area Italsider, oggi Bagnoli Futura, 2 dicembre 2014. ANSA/CESARE ABBATE

Un ricco e documentato volume ripercorre la tragedia ambientale che opprime la Campania e il suo capoluogo

Luoghi come la Terra dei fuochi, Bagnoli, il Sarno emergono periodicamente nelle cronache (giudiziarie e non) e nei programmi elettorali, per poi finire nuovamente sotto traccia, come fiumi carsici che sfuggono alla vista ma avvelenano giorno dopo giorno il territorio e i suoi abitanti. Dal punto di vista ambientale, “le emergenze del pianeta si racchiudono e sintetizzano nel microcosmo dei 13.500 chilometri quadrati della Campania”.

napoli-la-fabbrica-degli-scandali_7241_x1000È la conclusione alla quale arrivano Gianluca De Martino e Luciana Matarese, autori di un accurato e molto documentato volume dal titolo Napoli. La fabbrica degli scandali (Newton Compton Editori). Un libro che chiama in causa direttamente non solo la camorra, ma anche coloro i quali “nei palazzi del potere, certamente sapevano, certamente sanno, e non sono intervenuti, e non intervengono”. Nomi, responsabilità (politiche e penali), cause e drammatiche conseguenze del disastro ambientale si susseguono tra le pagine, alternate a soluzioni ventilate e mai applicate, a soldi stanziati e mai spesi per l’obiettivo previsto.

Il percorso si snoda attraverso i quattro elementi (aria, acqua, fuoco e terra), che portano in sé il male della continua emergenza, dell’intervento eccezionale e mai definitivo, che alimenta quello che gli autori definiscono il “quinto elemento” del disastro ambientale alle pendici del Vesuvio, la corruzione. Un rischio che continua ancora oggi, nonostante leggi come quella sugli ecoreati, quando piani di recupero che si preannunciano risolutivi (Bagnoli, Terra dei fuochi) aprono paradossalmente nuove possibilità a interessi occulti, interessati a gestire i lavori e a continuare a lucrare sulla salute dei cittadini.

Soprattutto alla vigilia di una nuova campagna elettorale, leggere Napoli. La fabbrica degli scandali può servire a capire meglio – per le approfondite ricostruzioni e per la ricchezza di documenti e testimonianze – le tante questioni aperte, che chiamano in causa tutte le istituzioni. Perché nel nostro Paese esistono zone in cui è impossibile, quasi paradossale parlare di rilancio e di sviluppo, senza aver prima affrontato un lavoro di risanamento destinato a durare anni, per debellare mali ormai endemici, che provocano morti lente e silenziose, dimenticate dalla cronaca.

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