Bagheria peggio di Quarto. Non solo abusivismo, ecco tutte le magagne

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A Bagheria il problema non è lo scandalo delle case abusive ma la politica sul territorio

Magari il problema per la città di Bagheria fosse solo quello delle abitazioni abusive della famiglia del sindaco del M5S Patrizio Cinque e della famiglia dell’assessore all’urbanistica Luca Tripoli.

Il problema della città siciliana, considerato un avamposto fondamentale per i grillini in Sicilia, è che l’amministrazione pentastellata ha pasticciato un po’ su tutto. Dagli affidamenti di appalti senza gara pubblica per milioni di euro, alla gestione del servizio idrico (con i cittadini rimasti più volte senza acqua), dai conflitti di interesse alle consulenze esterne pagate a peso d’oro fino all’affitto, per una festa privata, della villa settecentesca comunale. Insomma, dopo i casi di Quarto, Livorno, Gela, Pomezia, Civitavecchia, anche Bagheria entra ufficialmente nella lista delle amministrazioni in cui il M5S non riesce ad essere all’altezza della situazione.

Su Bagheria bisogna sapere, per esempio, che la commissione antimafia regionale il 28 ottobre scorso ha sentito proprio il primo cittadino,  al centro delle polemiche per aver illegittimamente proceduto all’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti per un costo di 3 milioni di euro, all’azienda privata Tech servizi.

Sulle decisioni dell’amministrazione pentastellata che ha scelto di spendere 500 mila euro al mese per sei mesi pesa anche la critica ufficiale del collegio dei revisori dei conti che, in un documento, ha ufficialmente elencato le cause di un possibile danno erariale per l’affidamento diretto della raccolta rifiuti, gli incarichi e le consulenze ritenute superflue, in un comune in dissesto finanziario.

Parliamo per esempio della scelta del sindaco di “dare incarichi su incarichi ad avvocati esterni, non economizzando il servizio”, come mette nero su bianco il collegio dei revisori dei conti. Anche perché il comune avrebbe il servizio legale gratuitamente grazie ad una convenzione con il centro Pio La Torre.

E’ giusto poi ricordare anche un altra vicenda che ha visto protagonista l’assessore Tripoli: la presunta incompatibilità dell’assessore all’urbanistica che durante l’esercizio del proprio mandato avrebbe esercitato la libera professione. La vicenda che avevamo raccontato coinvolge un cittadino bagherese che, interessato all’assegnazione di un bene demaniale per attività commerciali, aveva saputo di un analoga richiesta fatta appunto dall’architetto e assessore Tripoli. Un atto che, se confermato, avrebbe violato il Testo Unico Enti Locali ( articolo 78 comma 3) che vieta per gli assessori all’urbanistica e ai lavori pubblici di esercitare nel territorio in cui svolgono il mandato la loro attività.

Il sindaco Patrizio Cinque ha pubblicato un video su Facebook per dare la propria versione dei fatti sulla vicenda della palazzina abusiva. Molti polemizzano e chiedono che le carte, promesse dal primo cittadino in sua difesa, vengano immediatamente date a disposizione nelle sedi istituzionali. Intanto, oggi in consiglio comunale, la richiesta da parte dei consiglieri di opposizione di un ordine del giorno straordinario sul servizio de Le Iene, è stato rifiutata perché  considerato materia non urgente da trattare in quella sede.

Al di là di ciò che uscirà fuori da questa vicenda, una cosa è certa. Dal locale al nazionale sono tanti gli attivisti e gli elettori delusi. Per loro è ormai impossibile riconoscersi nel movimento Cinquestelle: troppe le promesse elettorali disattese, troppi i diktat calati dall’alto: la democrazia della rete è solo un ricordo.

 

 

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