Bagheria, il sindaco perde la testa. Il Pd chiede le dimissioni

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Le magagne a Bagheria si moltiplicano e il sindaco del M5S Cinque è sempre più nervoso: scenata in assemblea regionale

Non c’è pace per il M5S di Bagheria e per il sindaco Patrizio Cinque, al centro della polemica dopo il servizio de Le Iene sulla palazzina abusiva della famiglia, una costruzione di quattro piani, che si trova all’interno di un Parco monumentale vincolato, Villa Serradifalco. Ad aggravare lo scandalo per una forza politica che ha sempre fatto dell’onestà una bandiera, c’è la posizione dell’assessore all Urbanistica, Luca Tripoli, anche lui “beccato” dell’inviato Giulio Golia e difeso ad oltranza dal Sindaco Cinque.

Al momento risulta che l’ufficio tecnico del comune di Bagheria ha scritto all’assessore Tripoli, per comunicargli che non accoglie “l’istanza di mantenimento degli immobili”. Insomma la casa non è sanabile e deve essere demolita. In queste ore sta per essere fatta richiesta di accesso agli atti per approfondire ulteriormente le cose.

Insomma la tensione è altissima: le grane a Bagheria si moltiplicano e la seduta del consiglio comunale prevista in mattinata è stato aperta e poi chiusa (in modo irregolare) nonostante ci fosse la presenza di 12 consiglieri. I grillini però non hanno accettato di svolgere comunque la seduta e rinunciare al gettone di presenza proposta avanzata dalle file dei consiglieri del Pd e di minoranza.

Anche Patrizio Cinque appare particolarmente nervoso. Ieri ha partecipato ad una seduta della commissione Ambiente all’Assemblea regionale siciliana in cui si discuteva del cattivo funzionamento del depuratore di Aspra, ed è stato protagonista di un acceso scambio di battute.

Dopo che nella seduta sono stati elencati i dati dei prelievi nel tratto di mare interessato e gli sforamenti avvenuti più volte sia nel 2014 che nel 2015 (durante, quindi, l’amministrazione grillina), Patrizio Cinque ha perso le staffe ed ha iniziato a gridare: “Perché non convocate pure il sindaco di Misilmeri che è del Pd? Perchè dovete colpire me?”. L’intervento si è svolto tra le urla, con il presidente della commissione Ambiente, Mariella Maggio che reagisce: “Sindaco, che fa minaccia? Lo dica che è una minaccia?”.

E intanto arrivano le prime richieste di dimissioni. Daniele Vella della segreteria provinciale del Pd ed ex candidato sindaco attacca: “L’assessore e il sindaco nei giorni scorsi hanno mentito sapendo di mentire difendendo il loro operato. Ciò che è successo si colloca completamente fuori dalle norme e il rispetto dovuto verso le istituzioni. Un passo indietro non solo è dovuto, ma inevitabile”.

Sulla stessa linea il segretario Provinciale Carmelo Miceli che dichiara “Quello che sta accadendo a Bagheria è gravissimo, è l’emblema del sistema Cinquestelle. È facile blaterare di legalità, ma per i grillini risulta difficile dire la verità ai cittadini. In questo quadro, non possiamo che rivolgere a Patrizio Cinque e a tutta la sua Amministrazione l’invito a compiere l’unico gesto decente ormai possibile: quello delle dimissioni”.

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