Autobomba ad Ankara, più di 20 morti e almeno 60 i feriti

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Ventitre persone sono morte e almeno 61 sono rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba nel centro di Ankara.

Ventitre persone sono morte e almeno 61 sono rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba nel centro di Ankara. Lo ha riferito il prefetto della capitale turca, Mehmet Kiliclar, dopo la potente esplosione nei pressi della sede dello Stato maggiore, davanti ad edifici dove abitano di prassi gli alti gradi in pensione. Le vittime sarebbero tutte ufficiali dell’esercito: l’attacco ha infatti preso di mira un pullmino con a bordo diversi militari. Non vi sono per ora rivendicazioni. Il governo è stato convocato per un vertice straordinario. Per l’esercito turco gli autori dell’attentato sono i membri del Pkk con cui la Turchia da poco ha ripreso le ostilità.

 

L’esplosione avvenuta questa sera nel cuore di Ankara arriva dopo altri tre sanguinosi attacchi sferrati in Turchia dallo scorso luglio, attribuiti al sedicente Stato islamico (Is). Il 12 gennaio un’esplosione provocata da un kamikaze ha colpito piazza Sultanahmet, nel cuore della Istanbul antica, uccidendo 10 turisti tedeschi e ferendo altre 15 persone. Il 10 ottobre, durante una manifestazione per la pace ad Ankara, in un attacco sferrato da due kamikaze, 101 persone sono state uccise e 245 ferite. L’attentato terroristico, il più grave nella storia della Turchia moderna, è stato messo a segno vicino alla stazione centrale, poco prima dell’inizio della manifestazione organizzata da sindacati e ong, a cui partecipavano diversi partiti d’opposizione, primo tra tutti il curdo Hdp. Tre mesi prima, il 20 luglio, un attentatore suicida si è fatto saltare in aria a Suruc, cittadina turca sul confine con la Siria, uccidendo almeno 30 giovani attivisti che volevano superare il confine per contribuire alla ricostruzione di Kobane, cittadina a maggioranza curda sottratta all’Is dalle milizie curde e dai Peshmerga di Erbil.

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