Sarà italo-americana l’auto del futuro? Storico accordo Fca-Google

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Dopo la messa a punto dei prototipi, Fca e Google contano di commercializzare un primo lotto di alcune centinaiadi “Pacifica Google”

Come sarà l’auto del futuro? In molti se lo domandano: sarà ecologica, ipertecnologica, alcuni azzardano che in un prossimo futuro le auto si solleveranno da terra, ma questa ipotesi al momento è solo fantascienza. Una cosa è certa, da oggi nell’auto del futuro ci sarà tecnologia italiana.

Infatti Fiat Chrysler e Google hanno raggiunto l’accordo di cooperazione nelle tecnologie di guida senza conducente. La firma dovrebbe esserci in giornata. Un accordo fondamentale per il quale Fca ha superato la concorrenza delle rivali General Motors e Ford, e che darà l’opportunità al gruppo guidato da Sergio Marchionne di accellerare in un campo su cui tutti i maggiori gruppi stanno scommettendo. L’intesa, della quale iniziano a trapelare alcuni dettagli, vedrà gli ingegneri delle due società lavorare fianco a fianco negli Stati Uniti (probabilmente in Michigan). L’obiettivo è sviluppare una vettura senza guidatore, progetto sul quale il colosso di Montain View lavora da un po’ di tempo.

La notizia rivelata dal Wall Street Journal è stata subito ripresa dai giornali italiani che l’hanno definito l’accordo del secolo. I colloqui ci sono stati per mesi, dice il WSJ. E dovrebbe ruotare attorno alla collaborazione tra gli ingegneri dei due gruppi che, in una fabbrica Fca del Michigan, sarebbero già pronti a lavorare sul minivan Pacifica per farne la prima self driving car “commerciale”.

Dopo la messa a punto dei prototipi, Fca e Google contano di commercializzare un primo lotto di alcune centinaia (forse cinquecento) di “Pacifica Google”, presumibilmente soprattutto in California, lo Stato Usa più pronto a sfruttare le ultime novità della mobilità su quattro ruote. E se lo sviluppo della nuova vettura senza guidatore sarà congiunto, allo stesso modo verranno condivisi fra i due gruppi anche la tecnologia sviluppata e i dati. Con evidenti ricadute positive per entrambe.  La fase sperimentale dovrebbe durare un anno.

 

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