Austria, vince il ‘verde’ Van der Bellen. Ora dovrà gestire una fase delicata

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epa05324058 Presidential candidate Alexander Van der Bellen (C), supported by the Green Party, waves to supporters as he celebrates at the Palais Auersperg after the Austrian presidential elections run off in Vienna, Austria, 22 May 2016.  EPA/FLORIAN WIESER

L’ultranazionalista Hofer ammette la sconfitta, ma già guarda al futuro. Verso elezioni legislative anticipate?

In un ballottaggio al cardiopalma, la vittoria alle presidenziali austriache arriva alla fine nelle mani di Alexander Van der Bellen, ex leader dei Verdi, ora candidato come indipendente (ecco chi è).

Il ministero dell’Interno di Vienna ha comunicato l’esito definitivo del voto dopo il conteggio delle schede arrivate per corrispondenza. Proprio queste, infatti, sono risultate decisive, invertendo il risultato provvisorio, che ieri sera consegnava il successo all’ultranazionalista Norbert Hofer.

Il vantaggio di Van der Bellen è di 31.026 voti, con un risultato complessivo pari al 50,3% dei voti validi. Record di affluenza, con la partecipazione del 72,7% degli aventi diritto. Un dato che ha portato lo stesso Hofer ad ammettere la sconfitta su Facebook, parlando comunque di questa campagna elettorale come di “un investimento per il futuro”. Il riferimento, chiaramente, è alle prossime elezioni legislative.

La sconfitta del candidato dell’ultradestra tranquillizza l’Europa, preoccupata soprattutto dalla gestione della questione migranti da parte dell’esecutivo austriaco. Rimane comunque la realtà di un Paese spaccato praticamente a metà, con il governo di Grande coalizione in crisi dopo le dimissioni del premier socialdemocratico Faymann e l’interim assunto dal popolare Mitterlehner. Ora Van der Bellen dovrà guidare questa complicata fase politica, che potrebbe portare ad anticipare al prossimo anno il voto previsto per il 2018. La Costituzione austriaca, infatti, concede al presidente sia il potere di nominare il Cancelliere federale (cioè il capo del governo) sia quello di sciogliere il Consiglio nazionale (la Camera bassa) per indire nuove elezioni.

 

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Di “sospiro di sollievo” per l’Europa parla il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che spiega come “certamente lo tiriamo anche noi italiani, perché indubbiamente l’Austria è uno dei Paesi con cui siamo più collegati, un Paese vicino ed amico”. Di fronte a questa “notizia positiva”, Gentiloni però aggiunge che “non dobbiamo sottovalutare che la metà degli elettori si è espressa in un altro senso”. E ne trae una lezione per i partiti tradizionali, “che forse, in questa vicenda, hanno un po’ troppo seguito le spinte di strumentalizzazione della questione migratoria. Poi alla fine si è visto che inseguire queste spinte più che facilitare il compito dei partiti tradizionali dava ulteriore fiato alla proposta populista”.

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