Aumentano controlli e misure di sicurezza: così la Francia reagisce ai fatti di Bruxelles

Terrorismo
Perquisizioni e controlli nella zona circostante al commissariato del XVIII Arrondissement di Parigi, dove è stato sventato un presunto attacco terroristico", Parigi, 7 gennaio 2016.
ANSA/ PAOLO LEVI

Anche solidarietà e vicinanza al Belgio: questa sera la Tour Eiffel verrà illuminata con i colori della bandiera belga

“Parigi e Bruxelles sono unite”. Questo il messaggio di cordoglio pubblicato da Anne Hidalgo, il primo cittadino di Parigi, in seguito agli attentati di questa mattina a Bruxelles.

Le esplosioni avvenute nella capitale belga sono risuonate fin sulle rive della Senna, facendo ripiombare la Francia in quell’incubo cominciato lo scorso anno e che ancora toglie il sonno alla popolazione francese.

Non appena appresa la notizia, il presidente della Repubblica, François Hollande, ha convocato una riunione di urgenza all’Eliseo, a cui hanno partecipato il primo ministro, Manuel Valls, il ministro degli interni, Bernard Cazeneuve e quello della difesa, Jean-Yves Le Drian. Il tema della sicurezza, ancora una volta evocato a gran voce come il principale antidoto necessario a combattere il virus terrorista, è stato velocemente dibattuto durante un colloquio durato meno di un’ora.

“Siamo in guerra”, ha dichiarato Valls al termine dell’incontro, ripetendo quella stessa formula che pronunciò all’indomani degli attentati di Parigi di quattro mesi fa. Parole a cui hanno fatto eco quelle di Cazeneuve, che ha affermato che ad oggi “il livello di minaccia terroristica è estremamente alto”. Proprio per far fronte a questo rischio, l’Eliseo ha deciso di rafforzare alcune misure di sicurezza riguardanti il controllo alle frontiere e i trasporti pubblici.

Il confine franco-belga, chiuso subito dopo l’esplosione all’aeroporto, vedrà un’intensificazione dei controlli che avverrà in collaborazione con le forze dell’ordine del paese vicino. A questo si aggiunge il dispiegamento supplementare di 1600 poliziotti e gendarmi su tutto il territorio francese, che andranno in sostegno ai cinquemila uomini che già sono impiegati dagli attentati di novembre per rinforzare i controlli.

Il nuovo dispositivo di sicurezza interesserà anche aeroporti, stazioni ferroviarie e trasporti urbani. Ad eccezione della tratta Parigi-Bruxelles che resta bloccata, nessun volo subirà modifiche o cancellazioni, ma tutti gli aeroporti francesi verranno tenuti sotto stretta sorveglianza, aumentando i controlli già previsti dal piano Vigipirate. Non sarà più possibile accedere alle aree di partenza sprovvisti di biglietto o documento di identità. Veicoli blindati, unità cinofile e squadre di pompieri stazioneranno nei pressi dei luoghi di partenza insieme alle forze di polizia.

La Francia inasprisce così le misure già adottate in seguito ai terribili fatti di novembre. Il terrore di nuovi atti terroristici continua ad aleggiare sull’intero esagono e gli attentati di Bruxelles sono solo l’ennesima dimostrazione di come l’intera Europa sia impreparata a questo rischio.

Solamente un mese fa, il premier Valls aveva annunciato che la Francia poteva subire altri attacchi. Una previsione, questa, che ha avuto un riscontro parziale proprio oggi, in un paese vicino che collabora attivamente contro la minaccia jihadista.
La collaborazione tra Francia e Belgio nella lotta al terrorismo dovrà intensificarsi attraverso un lavoro di cooperazione tra le intelligence dei due paesi, a cui si aggiungerà l’adozione di una serie di misure legislative volte a facilitare il lavoro di scambio di informazioni.

A tal proposito, il presidente Hollande ha dichiarato che “ad esser stata colpita è l’intera Europa” e che “bisognerà agire sul piano internazionale” per dare una risposta globale al terrorismo.

In ricordo delle vittime di oggi, questa sera la Tour Eiffel verrà illuminata con i colori della bandiera belga. Un gesto simbolico, che avvicinerà virtualmente i due paesi nel ricordo delle proprie vittime.

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