Aumenta il lavoro stabile.
Renzi: “Siamo sulla strada giusta”

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L’Inps diffonde i dati sull’occupazione del primo semestre: si stabilizza il lavoro e cambia in particolare nel settore privato dove, nei primi sei mesi del 2015, le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state 952mila

Cresce la “quota di assunzioni con rapporti stabili”. È quanto si legge nell’osservatorio sul precariato dell’Inps. Nei primi sei mesi del 2015, secondo l’istituto di previdenza, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato aumentano di 252.177 unità rispetto allo stesso periodo del 2014.

Il lavoro si stabilizza e cambia in particolare nel settore privato dove, nei primi sei mesi del 2015, le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state addirittura di 952.359, ovvero il 36% in più rispetto al 2014. Inoltre, sempre secondo l’Inps, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le trasformazioni degli apprendisti, sono state 331.917.

“I dati dicono che siamo sulla strada giusta contro il precariato – commenta il premier Matteo Renzi – e che il jobs act è un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”.

“Mentre Calderoli e le opposizioni contano il numero degli emendamenti – aggiunge il responsabile economico del Partito democratico, Filippo Taddei – noi contiamo quanti contratti di lavoro stabili ci sono in più”

Tuttavia, la diffusione dei dati (anche se finalmente registra risultati positivi al sud) conferma la spaccatura occupazionale tra le due parti del paese: la regione col maggior incremento di assunzioni a tempo indeterminato è infatti il Friuli-Venezia Giulia (+82,9%), mentre il valore più basso è stato registrato in Sicilia (+12,1%).

Una motivazione in più per il governo per spostare il timone dei prossimi interventi sul rilancio del Meridione. Ecco perchè, in attesa di conoscere il piano d’azione del Partito democratico (previsto per metà settembre), un masterplan sul Sud proposto durante l’ultima direzione e frutto di una discussione lunga un mese, il governo sta già pensando a una legge di stabilità che punti a sgravi per le imprese al Sud.

La disoccupazione tra i giovani del meridione resta alta e per questa ragione Palazzo Chigi punterà su interventi di riduzione del costo del lavoro. La ricetta è molto semplice: meno tasse per le aziende che assumono nel Mezzogiorno, compatibilmente con il quadro di finanza pubblica, per dare forti stimoli al Sud.

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