Auguri Presidente Napolitano (e scusi il ritardo)

Compleanno
Convegno 'The state of the Union'

Novant’anni spesi per la politica. Se oggi l’Italia può guardare avanti con fiducia, nonostante la crisi, lo deve molto a lui

Per uno scherzetto della sorte, usciamo con questo nostro sito il giorno dopo del compleanno di Giorgio Napolitano e quindi siamo costretti a fargli gli auguri in ritardo.

Grande traguardo, il novantesimo compleanno: che il Presidente emerito della Repubblica ha festeggiato con la consueta sobrietà, con i suoi cari e gli amici più stretti, nella tranquillità della sua abitazione che si trova a poche centinaia di metri da quel Quirinale nel quale per nove lunghi anni ha rappresentato l’Italia nel modo più alto.

Certamente avrebbe desiderato festeggiare il suo compleanno in una situazione generale migliore. E invece fra terrorismo internazionale, crisi greca, persistenti difficoltà del nostro paese, Napolitano è costretto a osservare l’intrecciarsi minaccioso di antichi e inediti problemi, in particolare per quel che riguarda l’Europa politica, costante assillo della sua lunga vita politica, che oggi si mostra incapace a darsi una linea univoca sui grandi temi dell’immigrazione e dell’economia.

Serve la sua parola, il suo consiglio, la sua esperienza. Serve all’Europa, serve all’Italia.

Novant’anni spesi per la politica, per la sua evoluzione in senso riformista, per il rafforzamento delle istituzioni democratiche. In questo quadro ci piace rimarcare che Napolitano è stato un grande Presidente della Repubblica. La politica ha avuto nel suo “novennato” un punto di riferimento saldissimo. Non lo ringrazieranno mai a sufficienza per quel “bis” al Colle e per la sua scelta di togliere dalla paralisi un parlamento imballato che pareva divertirsi a impallinare i “quirinabili”.

Se oggi l’Italia, nel mezzo della più tempestosa crisi economica e alle prese con inediti problemi di coesione sociale e tenuta istituzionale, può guardare avanti con ragionevole fiducia, lo deve molto a Giorgio Napolitano, al suo tenace sforzo di mantenere il paese nei binari della civiltà politica e della speranza collettiva.

Per tutto questo, caro Presidente – e scusi il ritardo – le facciamo anche da qui i migliori auguri.

(foto Agf)

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