“Attenzione a ciò che bolle in Europa. Rischiamo anche noi”. Parla Pier Luigi Bersani

Politica
Pier Luigi Bersani durante l'assemblea della Sinistra Riformista Pd, Roma, 23 giugno 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

“Vicini ad un burrone ma un’alternativa c’è, Renzi mi ascolti”

Pier Luigi Bersani non fa sconti e attacca duro Renzi e il suo governo. Ma lo fa con la preoccupazione di chi vede un problema, non solo italiano ma sopratutto europeo, dato da un’ondata di populismi allarmante.

In un’intervista su la Repubblica l’ex segretario Pd, che oggi compie sessantacinque anni, cerca di analizzare la situazione europea e lancia il suo grido: “Come fa Renzi a non vedere quel che sta succedendo in Europa e nel mondo? Come fa a non sentire quel che ribolle sotto di noi… Io lo sento, lo sento. Si comporta da irresponsabile, così finiamo nel burrone. Eppure il 2018 è lì che arriva. E se lui dice che vince il Sì e tira dritto, senza cambiare l’Italicum, andiamo a finire contro un muro”.

Il riferimento è la vittoria dei partiti populisti e xenofobi dell’Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma anche l’elezioni in America con l’incognita Trump e la domanda che sorge spontanea: “Secondo voi in Italia non viene giù una cosa simile?”.

Il rischio per Bersani c’è, ma c’è anche un antidoto: “Ci sono solo due cose da fare: il governo presenti una norma per modificare l’Italicum e intervenga sull’elettività dei senatori”. E questo prima, non dopo il referendum: “se non dovesse farlo, per fermare questa deriva c’è solo il No. Referendum e Italicum sono intimamente collegati”. E a proposito della consultazione del 4 dicembre e delle sue responsabilità nel votare No, Bersani dice: “L’errore è la drammatizzazione. Non possiamo farlo diventare un’occasione per la speculazione politica e finanziaria. Il governo non c’entra e deve stare al suo posto. Io dico un’altra cosa: se da qui ad un anno e mezzo passa l’idea di lasciare l’elezione indiretta dei senatori, che alimenta con forza l’antipolitica, e resta l’Italicum così com’è, poi nel 2018 ci giocheremo un pezzo grande della democrazia italiana”.

Lo scenario per Bersani è chiaro, se non si fanno queste modifiche sostanziali, “ci sarà qualcuno che prenderà in mano il disagio”. Non Grillo ma probabilmente la destra, facendo breccia tra i problemi legati all’immigrazione, alla crisi economica, al fisco che non si abbassa.

Ma non ci sta a fare da capro espiatorio, il responsabile che dà a Renzi l’ultima spinta verso il burrone: “Io sto cercando di trattenerlo”, e chiarisce: “Non è il momento di alzare la posta, nella situazione che si sta vivendo in Europa e nel mondo. Se invece prendono questa deriva, poi il giorno dopo non vengano a cercarmi”. 

 

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