Attento Corbyn, gli elettori britannici non sono così euroscettici

Gran Bretagna
epa04926755 New Labour leader Jeremy Corbyn speaks following his announcement as the party's new leader at a Labour special conference in London, Britain, 12 September 2015. Veteran left-wing politician Corbyn was elected in a vote that was expected to swing the party to the left.  EPA/ANDY RAIN

Il nuovo leader labour potrebbe schierarsi a favore dell’uscita dall’Ue al prossimo referendum. Ma uno studio dimostra che questa linea potrebbe essere perdente

Uno dei timori immediatamente collegati alla vittoria di Jeremy Corbyn al congresso labour riguarda la possibilità che il nuovo leader della sinistra britannica possa sostenere il sì all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea al referendum che si terrà entro il 2017. Un’ulteriore spinta verso la Brexit, che preoccupa non solo l’ala blairiana del partito, ma anche molti osservatori internazionali (e perfino lo stesso premier conservatore Cameron).

Ma siamo sicuri che l’opinione pubblica britannica sia così fortemente orientata contro la permanenza nell’Ue, come farebbe pensare non solo l’esito del congresso laburista, ma anche l’ascesa di un partito fortemente euroscettico come lo Ukip? Un recente studio condotto da Sofia Vasilopoulou per conto dell’università di York, insieme ai think tank The Uk in a changing Europe e il blairiano Policy Network mostra come la realtà sia in parte diversa.

dentro-fuoriCome mostra il grafico, infatti, messi di fronte all’alternativa secca dentro o fuori dall’Ue gli elettori britannici sono sempre più convinti della necessità di far parte dell’Unione. Una tendenza che è cresciuta notevolmente negli ultimi anni e che ha raggiunto oggi i picchi visti solo nei primissimi anni Novanta. Se confermati, questi dati dimostrerebbero che un referendum celebrato oggi non avrebbe storia.

Ma non è tutto rose e fiori. Perché il legame con il Vecchio Continente è vissuto in maniera molto altalenante Oltremanica. Molto dipende, infatti, dai temi sui quali si concentra l’attenzione. E qui Corbyn dovrebbe stare ben attento ai risultati dello studio. Perché i cittadini britannici si dimostrano molto favorevoli all’integrazione europea su temi come l’ambiente, la sicurezza dei dati e l’economia digitale, il commercio internazionale, ma sono invece molto più cauti quando si toccano le politiche fiscali, la moneta, l’istruzione, la sanità e il mercato del lavoro.

In particolare, gli “immigrati” europei che sbarcano in Gran Bretagna alla ricerca di lavoro non sono visti di buon occhio. Più in generale, gli elettori britannici sono molto gelosi del loro sistema di welfare: secondo quanto emerge dallo studio, ben il 73% degli intervistati sostiene che le politiche sociali di un paese dovrebbero tutelare solo i cittadini di quel paese. E il 56% sostiene la necessità di restringere il diritto dei cittadini europei di lavorare in qualsiasi altro paese Ue: uno dei cardini dell’integrazione europea.

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