Attacco senza precedenti al cuore dell’Europa. 127 morti, cifra ufficiale. 80 in fin di vita. Ora il mondo deve reagire

Parigi
epa05023966 People light candles in tribute to the victims of the Paris attacks, outside the French embassy in Berlin, Germany, 13 November 2015. Dozens of people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November.  EPA/LUKAS SCHULZE

L’Isis porta la guerra a Parigi. Ostaggi uccisi senza pietà, kamikaze, bombe: un salto di qualità che porta a un punto di non ritorno. Il mondo deve essere in grado di difendersi

 

Terrificante il bilancio ufficiale delle stragi di ieri notte a Parigi, 127 morti, ma anche 80 persone in condizioni gravissime e un numero alto di feriti.

E’ l’undici settembre dell’Europa. Purtroppo questa espressione è già stata usata più volte dal 2001 a oggi. Ma mai come oggi sembra proprio la definizione più appropriata. Il cuore di Parigi è stato colpito a ripetizione dal terrorismo islamico e in un’escalation di violenza che ha tenuto non solo la città, non solo la Francia, ma tutto il mondo con il fiato sospeso e il cuore gonfio di amarezza e di sconcerto.

Gli attacchi militarmente coordinati nel centro della capitale francese segnano un salto di qualità furioso di una guerra dichiarata all’occidente che a questo punto sembra essere arrivata davvero ad un punto di non ritorno. Ed ha anche segnato il passaggio della nuova terribile strategia dell’Isis che non guarda più soltanto ai confini del suo califfato e alle guerre siriana e irachena, ma va all’attacco diretto dell’occidente.

Centinaia di morti, ostaggi uccisi senza pietà, kamikaze e bombe allo stadio. L’Isis ha portato l’orrore in Europa, lanciando una sfida diretta al mondo occidentale. “Un oltraggio alla civiltà”, ha detto in tempo reale il presidente americano Barack Obama che forse non a caso ha parlato addirittura prima del capo dell’Eliseo Francois Hollande. Il messaggio è chiaro: mai come in questo momento, davanti ad una Parigi devastata e alle minacce che colpiscono Roma, Londra e Washington, il mondo (non solo quello occidentale) deve rispondere in maniera unitaria.

Quanto successo nella notte del 13 novembre a Parigi è ben più grave e drammaticamente importante rispetto ai già tragici fatti di gennaio con lo sterminio della redazione di Charlie Hebdo. E’ per questo che ora serve una risposta forte, determinata e unitaria. Che non può più escludere nessuna ipotesi in campo. Hollande ha affermato che la risposta della Francia “sarà senza pietà”. Ora più che mai la sola Francia non basta. Serve un’Europa, un mondo che sia in grado di difendersi e dire basta.

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