Attacco informatico alla Hacking Team, i servizi segreti italiani: “Verifiche in corso”

Tecnologia
Lo screenshot della pagina dedicata al software Galileo del sito della Hacking Team, l'azienda milanese che ha subito un pesante attacco hacker il 6 luglio. Il software e' stato creato nel 2003 e permette a governi e agenzie governative di controllare un computer da remoto e di monitorare dati e informazioni che passano su questo dispositivo. Roma, 9 luglio 2015. ANSA/ HACKINGTEAM.IT +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo, chiamato a riferire al Copasir sul caso

Il 6 luglio scorso la milanese Hacking Team, società produttrice di software spia per i governi di tutto il mondo, è stata oggetto di un pesante attacco informatico. Circa 400 GB di materiale riservato è stato trafugato dai software venduti alle istituzioni di tutto il mondo e poi diffuso on line.

Sebbene la veridicità dei file pubblicati non sia stata confermata dalla società guidata da David Vincenzetti, l’azienda ha dovuto comunque confermare l’attacco in un comunicato ufficiale dai toni affatto rassicuranti.
“Abbiamo perso la capacità di controllare chi utilizza la nostra tecnologia. – si legge nella nota – Terroristi, estorsori ed altri possono implementarla a volontà. Crediamo sia una situazione estremamente pericolosa, è evidente che esiste una grave minaccia”.

L’allarme interessa anche l’Italia. La società finita nel mirino degli hacker è infatti la fornitrice dei software utilizzati anche dai servizi segreti italiani. Per ora, tuttavia, l’impatto reale dell’attacco non è quantificabile. “Ci sono verifiche in corso” ha spiegato il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo, chiamato a riferire al Copasir sul caso.

Alla base dell’attacco ci sarebbe l’accusa, da parte degli hacker attivisti, secondo cui la società avrebbe avuto una condotta alquanto spregiudicata, vendendo i suoi software, capaci di infiltrarsi in ogni tipo di dispositivo collegato alla rete, a dittature e regimi che avrebbero utilizzato i programmi di hackeraggio per eliminare dissidenti, attivisti e giornalisti ostili.

Nel lanciare l’allarme, la società milanese ha però smentito le accuse. Compresa quella, molto diffusa in rete, che attribuisce la alla Hacking Team la capacità di controllare in remoto i propri software venduti alle varie amministrazioni.

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