Asterix in campagna elettorale suo malgrado

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Reinventarsi il passato per potersi costruire un’immagine attendibile nel presente è una tecnica molto usata.

Sarkozy getta nella mischia della campagna elettorale francese Asterix nel tentativo di contrastare la destra sul fronte dell’orgoglio nazionale e patriottico. E si sa quanto i francesi siano sensibili al solletico dell’identità. Una mossa che mira ad arginare la potente famiglia Le Pen proprio sul fronte più delicato, quello dell’immigrazione.

«Non ci accontenteremo di un’integrazione che non funziona più, esigeremo l’assimilazione – ha tuonato l’ex presidente e la frase è stata subito amplificata dai media – Se uno diventa francese, i suoi antenati sono i Galli».

Ci risiamo: quando il futuro si fa incerto; quando i problemi sono grandi e inediti, il tuffo nel passato unito, possibilmente, all’invenzione di un’identità, anche se lontana anni luce dalle ricostruzioni storiche, diventa un toccasana al quale fanno ricorso molti politici.

Giorni fa Paolo Franchi sul Corsera, scrivendo della facilità con cui la politica piega la storia alla propaganda, ricordava lo slogan del partito totalitario descritto da Orwell: chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato.

Reinventarsi il passato per potersi costruire un’immagine attendibile nel presente è una tecnica molto usata. Le nascenti civiltà comunali, un bel po’ di secoli fa, s’inventavano dei miti di origine: il povero Enea è stato fatto transitare in chissà quante città. Con scopi meno nobili, il nascente fascismo costruì l’immagine di u n’Italia figlia di Cesare e della Lupa. Sappiamo com’è andata a finire.

La trovata di Sarkozy è stata contestata da destra e da sinistra. Si è anche riaccesa la discussione sul profilo politico di Asterix, creato da Uderzo e Goscinny, due immigrati o figli d’immigrati. I personaggi della saga furono molto amati da De Gaulle (d’altra parte nacquero proprio negli anni della Quinta Repubblica), da Chirac ma anche da Mitterand che pure, come si sa, era uomo di sinistra. Il quesito si ripropone: Asterix è l’antenato di Nicolas Sarkozy e di Jean-Marie Le Pen?

Oppure è il loro nemico perché il mito rimanda alla storia di un capo e di popolo che lotta contro gli imperialisti romani? Oppure, come hanno suggerito in qualche occasione gli stessi creatori, è un sottile e raffinato gioco in cui s’ironizza sullo sciovinismo dei francesi? Ai lettori, e agli elettori, l’ardua sentenza.

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