Assolto Erri De Luca perché “il fatto non sussiste”

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L'imputato Erri De Luca attende la sentenza al processo che lo vede imputato per istigazione a delinquere presso il Palagiustizia Bruno Caccia, Torino, 19 ottobre 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Lo scrittore ancora stamattina aveva rivendicato l’uso del termine “sabotare” in merito alla linea Tav in Val di Susa

“Il fatto non sussiste”. Con questa motivazione il tribunale di Torino ha assolto Erri De Luca, nel processo sul sabotaggio alla linea ferroviaria ad alta velocità. “È stata impedita un’ingiustizia”, è stato il suo primo commento.

Stamattina lo scrittore, accusato di istigazione a delinquere, aveva difeso la propria posizione di fronte ai giudici, affermando di considerare il verbo ‘sabotare’ come “nobile e democratico. Nobile perché pronunciato da figure Come Gandhi e Mandela, democratico perché appartiene fin dall’origine al Movimento operaio”. Per questo, “sono disposto a subire condanna penale per il suo impiego, ma non a farmi censurare o ridurre la lingua italiana”. Dunque, nel caso specifico, “confermo la mia convinzione – aveva detto in aula De Luca – che la linea di sedicente alta velocità in Val Susa va ostacolata, impedita, intralciata, dunque sabotata per la legittima difesa della salute, del suolo, dell’aria, dell’acqua di una comunità minacciata”.

Dopo la sentenza, Alberto Mittone, legale della società Ltf, che si è occupata della progettazione e delle opere preparatorie della Torino-Lione, ha spiegato che non faranno di questo caso “una battaglia campale”, ribadendo comunque l’idea che “nei momenti di tensione sociale ci sono dei limiti che soprattutto gli intellettuali dovrebbero rispettare”..

Di parere opposto, naturalmente, De Luca, che si è augurato che “la Procura e la Digos di Torino capiscano che c’è un limite anche all’attività di repressione. La libertà di pensiero – ha aggiunto – deve essere tale in Valle di Susa come nel resto del Paese”.

 

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