Renzi: “Nel 2016 via tassa su prima casa”. Assemblea Pd, il racconto della giornata

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Durante l'inno nazionale

Il racconto dell’Assemblea nazionale del Partito democratico con la sintesi di tutti i principali interventi. La minoranza chiede chiarezza sul futuro del partito: un nuovo centrosinistra o la convergenza con pezzi della destra?

16.33 Matteo Orfini determina la chiusura dell’assemblea nazionale. Non c’è replica di Matteo Renzi.

16.02 Alle 16.30 si chiuderà il dibattito. Sono previsti altri 11 interventi: “Sicuramente non ce la faremo”, anticipa Orfini

16.01 Pollastrini: “Chiedo che il Pd abbia la maturità di tenere abbassati i ponti levatoi con chi è fuori. Se la sinistra fuori da noi è un insuccesso, non è un nostro successo”

15.59 Pollastrini: “Recuperare nel Pd quello spirito coalizionale per riformare il paese. Neanche il più grande dei leader deve pensare di bastare a se stesso”

15.54 Barbara Pollastrini: “Se non si vince a Milano, il mio timore è che sia difficile vincere nel paese. Anche per questo, in vista delle prossime amministrative, non possiamo accontentarci di quanto fatto, sono d’accordo con Matteo”

15.53 Zampa: “In che direzione andrà l’abolizione delle tasse sulla casa? Aiuterà solo alcuni redditi o sarà per tutti, come fece Berlusconi?”

15.52 Zampa: “Ho molto sofferto l’uscita di alcuni dei nostri dal Pd, non solo perché sostenevo Civati. Non possiamo distaccarci dall’idea di centrosinistra senza trattino, l’Ulivo era un’idea vincente perché portava a unità tutte le forze della sinistra. Faccio un appello perché noi ripensiamo e ricominciamo a discutere di quale idea di paese abbiamo in mente”

15.48 Sandra Zampa: “Per battere il populismo dobbiamo fare uno sforzo sul tema della legalità, come si sta facendo a Roma. Non ci dev’essere in noi un’ombra che possa essere impugnata dal M5S o da altri populisti”

15.29 Cécile Kyenge chiede a Matteo Renzi un “impegno concreto” per cambiare la legge sulla cittadinanza

15.20 L’ex civatiano Marco Sarracino ribadisce la battaglia in difesa delle primarie, che già Viotti aveva lasciato intendere nel proprio intervento.

 

14.57 Sul palco Ivan Scalfarotto, che ha deciso di interrompere il proprio digiuno dopo l’annuncio di Matteo Renzi che la legge sulle unioni civili sarà approvata entro l’anno

 

14.41 “Sono andato ad Atene nei giorni del referendum, non sono affatto pentito. Tsipras ha squarciato il velo di questa Europa, passando dalle parole ai fatti”

14.40 “Penso sia giusto separare il Pd dall’immagine del partito delle tasse, ma ci sarà una sede nella quale confrontarci se è il caso di partire da una proposta già fatta da Berlusconi o ci possono essere altre strade nel segno della redistribuzione, del lavoro, della lotta alla povertà?”

14.36 “Sento su di me l’anomalia di stare in una partito senza votare alcuni provvedimenti che propone in parlamento. Ma questa anomalia è figlia dell’anomalia di un governo, che ha un programma molto diverso da quello con cui noi parlamentari siamo stati eletti nel 2013 e che non è frutto di un confronto con i nostri elettori e militanti”

14.35 “Avrei voluto capire in che direzione politica andiamo. Finiremo per imbarcare Alfano, i transfughi di Forza Italia, oppure avviamo la ricostruzione di un largo, inclusivo centrosinistra? È un bivio politico, lo affrontiamo o vogliamo eluderlo?”

14.33 D’Attorre: “Mi sarei aspettato da questa assemblea un’analisi più approfondita del risultato elettorale, con il Pd che arretra rispetto alle comunali del 2010. In più al secondo turno si è verificata una saldatura di tutte le forze che si oppongono al Pd, che si potrà ripetere anche a livello nazionale con l’Italicum”

14.32 Il dibattito riprende con Alfredo D’Attorre

14.31 L’assemblea approva all’unanimità le modifiche allo statuto

14.22 L’assemblea voterà adesso alcune modifiche statutarie, per rendere il partito conforme alla legge sull’iscrizione al registro dei partiti politici e poter così accedere ai residui contributi pubblici. Si tratta di interventi sulla presenza delle minoranza negli organi dirigenti, sulla parità dei sessi, sullo scioglimento delle articolazioni territoriali e altre misure disciplinari anche individuali. Come spiega Matteo Orfini, sono solo interventi tecnici, mentre quelli più politici, sui quali sta lavorando il comitato di lavoro apposito, saranno portati all’esame dell’assemblea entro la fine dell’anno. Lì si riparlerà, quindi, anche di primarie, ruolo degli iscritti, ecc.

14.21 “Milano è la capitale del cambiamento. O noi o il populismo, o il cambiamento o la conservazione. Noi abbiamo deciso di non stare a guardare”

14.13 Sul palco l’altro candidato alle primarie milanesi, nonché responsabile nazionale riforme e sicurezza del Pd: Emanuele Fiano.

14.10 “Rivendico che si possa ricercare in parlamento una convergenza sulle riforme, dai diritti civili a quelle istituzionali”

14.08 “Allargare il Pd senza snaturare le sue radici è esattamente il compito fondamentale della sinistra italiana”

14.07 “Nel riemergere di una questione settentrionale, c’è uno spazio per la sinistra riformista, anche attraverso lo strumento fiscale”

14.06 “Dobbiamo avere il coraggio di rivendicare i risultati raggiunti, altrimenti perché uno ci dovrebbe votare?”

14.03 “Non possiamo arrenderci al derby tra populisti e tecnocrati. L’Italia e il Pd hanno la responsabilità di ripercorrere un riformismo concreto, un’altra idea di Europa”

14.02 Interviene il ministro Maurizio Martina

14.00 Da Roma, il tweet di Nicola Zingaretti, che era stato citato per questa sua proposta da Renzi nel corso del suo intervento:

14.00 Majorino: “Abbiamo bisogno di uno shock positivo al nostro interno sulla questione morale. In alcuni territori siamo troppo simili ad altri. Dobbiamo saper perseguire anche il fascino della diversità”

13.58 Majorino propone un’assemblea con Renzi e la partecipazione di mille insegnanti e studenti, per spiegare la riforma della scuola

13.54 Sul palco Pierfrancesco Majorino, assessore al comune di Milano e candidato alle primarie per la scelta del prossimo sindaco

13.53 “Dobbiamo capire come ricostruire una classe dirigente diffusa, forte non solo a Roma ma anche nei territori”

13.51 “Siamo un partito introverso, che si ricorda solo per le primarie che deve parlare al paese. Discutiamo come abbiamo fatto finora, riscrivendo anche le nostre riforme, ma non è possibile che ogni passaggio parlamentare diventi un congresso

13.48 “Abbiamo bisogno di una misura universale di contrasto alla povertà, non assistenzialista come chiede invece il M5S. La liberazione di risorse nella prossima legge di stabilità è un’occasione da non disperdere”

13.47 “È vero che oggi tutti sono contro l’austerità qua dentro, prima non era così. È un passo avanti che dimostra la nostra capacità di capirci”

13.45 “Noi al governo con Berlusconi e Verdini ci siamo stati all’inizio della legislatura, con un altro premier, e senza che nessuno si scandalizzasse. L’idea che le riforme si fanno insieme agli altri ha guidato il Pd dal suo primo segretario, ma questo non significa altro evidentemente. Davvero qualcuno pensa che Verdini possa diventare un dirigente del Pd?”

13.43 Interviene il presidente dell’assemblea, Matteo Orfini

13.41 Viotti: “Le tasse si abbassano quando le pagano tutti e si abbassano anche fornendo servizi, come gli asili nido”

13.40 Daniele Viotti, del gruppo ex civatiano di ReteDem, chiede a Renzi di parlare con più chiarezza del partito, con un punto fermo: “Il Pd è il partito delle primarie”

13.35 “La scorciatoia di favorire una stampella di transfughi della destra con Verdini e gli amici di Cosentino non va. Su questo chiedo a Renzi una parola chiara”

13.32 “Non basta una scrollata di spalle di fronte agli addii di Civati e Fassina, fuori dal parlamento gli addii sono molto più consistenti. Ha senso riformare la scuola contro una parte consistente di studenti e insegnanti? Se riformiamo il lavoro contro il sindacato, non rischiamo di tagliare il ramo su cui siamo seduti? Sulle tasse, vorrei anche parole sulla progressività e sulla lotta all’evasione fiscale”

13.31 “Nessuno vuole sottrarsi alla sfida che ha di fronte il Pd. Noi siamo il cardine del paese, fuori ci sono solo vecchi e nuovi populismi. Batterli e continuare a governare è la sfida di tutto il Pd, nessuno escluso. Ma negli ultimi mesi abbiamo commesso troppi errori, una parte significativa del nostro popolo rischia di non fidarsi più di noi”

13.30 Interviene l’ex presidente dei deputati dem, Roberto Speranza

13.26 Matteo Ricci: “Se vogliamo far partire gli investimenti, dobbiamo ridurre immediatamente il vincolo del patto di stabilità”

13.20 “È tempo di decidere dove condurre un popolo che ci crede. Ha ragione Renzi, c’è da cambiare l’Italia. Ai suoi impegni importanti sulle tasse, aggiungo che in tante realtà c’è da ricostruire il modo di discutere in questo partito”. E chiede un’infografica (molto utilizzate da Renzi nella sua relazione), che ovviamente non c’è, distendendo i toni.

13.19 “Il nodo non è un cronoprogramma di riforme più o meno convincenti, ma se Pd decide di costruire il futuro di una sinistra larga. A me non piace l’alternativa a un centrosinistra rifondato, quella di un Italicum che con il ballottaggio di lista può diventare un incubo: si manda il centrosinistra in soffitta e nel piano di mezzo si organizza il partito della nazione con transfughi della destra e centristi che stavano dall’altra parte. Funziona? Io penso di no, spingerebbe l’Italia in una terra di trasformismi. Allora sciogliamolo questo nodo”

13.15 “Bisognerebbe riscoprire il tema del conflitto, ridiscutere i trattati, prendere atto che non basta cambiare regole sul lavoro per tornare a occupazioni, servono investimenti. Matteo, guida tu la campagna per aggredire la legge di stabilità sul principio degli 80 euro, noi ci siamo”

13.14 “L’Europa di una sinistra diversa non può essere quella che abbiamo visto in queste settimane. L’Europa sorge sempre quando un impero crolla, oggi l’impero è quello dottrinale di una moneta. L’Europa non può dipendere da una potenza unica (la Germania, ndr). La sfida oggi è quella di una sinistra larga, che il Pse non rappresenta più”

13.09 Interviene Gianni Cuperlo: “Ha ragione Matteo, niente musi lunghi”

13.07 Da Puglisi una convinta difesa della riforma della Buona Scuola: “La sinistra non può essere conservazione, è cambiamento. E il cambiamento di questo paese ha bisogno della scuola”

13.03 Dopo l’intervento del segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, sul palco sale Francesca Puglisi

12.53 Finisce l’intervento di Matteo Renzi

12.52 “La questione delle tasse è meno importante di ciò che siamo e che vogliamo diventare. In passato, la forza di una nazione sta nella capacità di invadere gli altri paesi, oggi sta nella cultura. Il nostro modo per dimostrare all’Italia che siamo in grado di cambiare è anche dimostrare che sappiamo cogliere il momento opportuno. Abbiamo iniziato il più grande cammino riformatore della storia europea. La prossima sfida la inizieremo domani, ma saremo in grado di vincerla solo se il Pd sarà il partito che parla al paese, non che si divide tra le proprie correnti

12.48 “L’Europa di oggi è l’Europa del muro, della divisione, della paura. I muri nascono per difenderti e finiscono per intrappolarti. L’Italia dell’ingegneria civile è quella che costruisce ponti, dighe. Vorrei che fossimo orgogliosi di ciò che siamo. Che fossimo in grado di sognare più forte”

12.47 “Chiedo all’assemblea di prendere per mano il paese e portarlo fuori dalla rassegnazione”

12.46 “Discutiamo, litighiamo, ma alla fine costruiamo un paese che sia quello dell’Expo, che si presenta bene a livello internazionale. Dobbiamo dirci tutto quello che va detto, a partire dalla Festa dell’Unità e dall’Unità. Ma queste non servono se poi non c’è armonia al nostro interno”

12.43 “In molti mi chiedono di parlare di Pd. Non passerò prossimi due anni a discutere tra di noi, voglio passarli a restituire orgoglio all’Italia e credibilità alla politica”

12.42 “Nel mese di settembre dobbiamo chiudere la riforma costituzionale, poi anche quella sui diritti civili. Discutiamone insieme al senato e alla camera, così entro l’anno avremo finalmente approvata la legge. È un impegno che prendiamo”

12.40 Renzi tranquillizza Scalfarotto sui diritti civili, “una questione che non dev’essere oggetto di scontro, ma si deve fare e basta”

12.36 “C’è stata una battaglia ideologica sulle tassa sulla prima casa. Il Pd non sarà più il partito delle tasse, su questo c’è una svolta netta”

12.33 “Ma se siamo in condizione di far calare il debito e spendere questi 20 miliardi, nel 2016 potremo intervenire per sforbiciare le tasse e continueremo nel 2017. Faremo per cinque anni una riduzione delle tasse che non ha precedenti nella storia repubblicana di questo paese”. Si parte nel 2016 con quella sulla prima casa, poi ancora tagli sulle tasse sul lavoro (Irap e Ires) e nel 2018 si rivedranno gli scaglioni Irpef

12.32 “Sugli investimenti, ogni volta che si prova a far ripartire un cantiere c’è qualcosa che lo blocca. Abbiamo 20 miliardi pronti per essere spesi e che sono fermi. Da qui al 2016 dobbiamo spenderli”

12.30 “L’Italia ha un problema che va tenuto sotto controllo: il debito. Rispettare i parametri di Maastricht non è un obbligo culturale, sono vecchi e fuori luogo, ma li rispettiamo perché non vogliamo che il debito cresca ancora. Non mi allontano dalla storia di rigore nei conti pubblici, che è la storia dell’Ulivo. L’Italia sarà tra i pochi paesi dal 2016 che continuerà a far calare il debito”

12.28 “Debito, investimenti, tasse”: sono le tre parole che definiscono la prossima strategia del governo sulla politica economica

12.27 Renzi preannuncia parole sulle tasse, “che domani saranno su tutti i giornali”

12.24 “Ho preso l’impegno ad aumentare i fondi alla cooperazione internazionale, passando dal settimo posto al quarto nel G7. Ma ricordiamoci che se qualcuno mette la maglietta “Padania is not Italy”, noi invece abbiamo stampato la maglietta con la scritta “Italia” sempre, ovunque andiamo”

12.20 Il secondo tema è quello dell’immigrazione: “Restiamo umani di fronte a quello che sta accadendo. Non permettiamo ai nostri figli di pensare che i loro genitori per un punto nei sondaggi hanno rinunciato a essere umani“. Su queste parole, Renzi riceve l’applauso più caloroso sentito finora in platea

12.19 “Nelle prossime ore rivolgerò un appello formale a nome del Pd chiedendo agli altri partiti un tavolo comune contro il terrorismo internazionale, anziché utilizzare questo tema per far prevalere gli interessi di parte”

12.18 Il primo tema che Renzi affronta è quello della sicurezza. “Vorrei che da qui, il Pd lanciasse un appello alle altre forze politiche: continuiamo a litigare su tutto, ma scegliamo un terreno comune per rispondere al terrorismo internazionale”

12.13 “Il nostro avversario non è Grillo, né Salvini, né la sinistra. È la paura. Sfidiamo in positivo chi sta dall’altra parte su alcune questioni”

12.12 “Solidarietà agli agenti della polizia che ieri provavano a tirare fuori 19 persone dall’assedio di Casa Pound”

12.10 “Salvini vada a dire agli imprenditori del nordest “basta euro”, loro che oggi grazie all’euro sono più forti”

12.09 Ora Renzi va all’attacco della Lega: “Siamo dalla parte dell’Italia sempre e non accetteremo mai chi considera che la Padania non è Italia”

12.06 “I governi serie credono nell’impresa privata, ma non lesinano interventi pubblici quando c’è bisogno”. L’esempio è quello di Barack Obama con Chrysler

12.06 Renzi si sofferma adesso sul rilancio della Fiat con la nascita di Fca, grazie all’azione di Marchionne.

12.02 “Ho grande rispetto per chi va via dal Pd, è una decisione sofferta e non ci si può fare ironia. Ma chi oggi immagina di vincere spostando la sinistra un po’ più in là, perde in tutto il mondo. Nella storia della sinistra c’è sempre chi dice che preferisce perdere che governare. Ma dobbiamo ragionare su cosa significa difendere i valori della sinistra. La Grecia ha posto le basi per il salvataggio solo perché Tsipras ha scelto la strada del riformismo”

12.01 “Andiamo a vedere i nostri avversari. Noi ci stiamo impegnando a dare una mano ai giovani del M5S, Di Maio e Fico senza i nostri voti non sarebbero dove sono. E loro credono tanto all’elezione diretta che la rifanno due volte, finché non vince chi vuole Casaleggio”

11.58 “Se qualcuno dice che il Pd è in crisi, l’unica spiegazione è il caldo. Abbiamo numeri che ci costringono a parlare all’esterno, non all’interno”

11.57 “Il Pd è il partito più votato nella storia d’Italia dal dopoguerra a oggi ed è il partito più votato in Europa, il secondo è quello della Merkel”

11.55 “Questo dovrebbe essere un partito in cui c’è entusiasmo e gioia, invece siamo una tribù di mesi lunghi. Evidentemente c’è qualcosa che non va. Non credo sia solo perché abbiamo perso la Liguria o qualche comune. Forse qualcuno non lo ricorda, ma qui un tempo si perdeva molto di più. Occorre una operazione verità: la forza che abbiamo a livello nazionale non riusciamo a trasferirla a livello locale. Ma è anche vero che a livello nazionale riusciamo a prendere voti che prima non prendevamo”

11.53 “Abbiamo portato il Pd nel Pse”, ma spiega che bisogna cambiarlo, costringendolo anche a intestarsi una battaglia verso la creazione degli Stati Uniti d’Europa

11.52 Renzi attacca chi (M5s, Lega) quando parla in Europa lo fa contro l’Italia

11.51 “Non siamo lo zimbello d’Europa, ma una colonna portante”

11.50 “Continuiamo a considerare l’Europa una matrigna. Andare in Europa significa visitare città, musei, strade, non andare in un palazzone di Bruxelles”

11.48 Renzi ricorda il “paziente lavoro di recupero di credibilità” messo in atto in questi mesi dal suo governo, che ha portato a risultati positivi in Europa, a partire dalla nuova centralità dedicata alla crescita

11.44 Non era facile sostituire Napolitano. Siamo stati più forti dei condizionamenti della piazza. Abbiamo scelto un galantuomo. Sappia, signor presidente Mattarella, che noi saremo sempre leali, crediamo nelle istituzioni sempre e saremo sempre a disposizione della grande storia della democrazia italiana. Se per eleggere Mattarella qualche forza politica è venuta meno agli accordi sulle riforme, sappiano gli italiani che noi rifaremmo la stessa scelta cento volte.

11.39 – Matteo Renzi: “In sei mesi abbiamo fatto ripartire il Paese, ma noi non ci accontentiamo

11.37 – Matteo Renzi: “Questo partito ha lottato per decenni per stabilizzare il lavoro, oggi finalmente è realtà”

11.30 – Inizia con l’intervento del segretario nazionale Matteo Renzi l’Assemblea nazionale del Partito democratico

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