Le unioni civili agitano l’Assemblea. Renzi: “M5S inaffidabile, decidiamo se riaprire a Ncd”

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Martedì la riunione del gruppo al Senato per fissare la linea. Il segretario del Pd sferra anche un attacco indiretto a Monti: “Non accettiamo lezioncine da illuminati aristocratici”

La decisione su come proseguire il percorso del ddl Cirinnà è rinviata all’assemblea del gruppo dei senatori dem, che si riunirà martedì sera alle 20. Ma nel suo intervento all’Assemblea nazionale, Matteo Renzi ha posto chiaro il punto: è ancora il caso che il Pd insegua i voltafaccia del M5S, oppure sarebbe meglio ricostruire anche sulle unioni civili il perimetro della maggioranza di governo, riallacciando il dialogo con Ncd?

Il tema non è secondario e apre a diversi scenari possibili per la legge. Da una parte ci sono i numeri, che suggerirebbero di perseguire la strada suggerita da Renzi e portare a casa la legge, al limite anche in una versione depotenziata (senza la stepchild adoption). Dall’altra, però, c’è il Pd e la sua tenuta interna: la minoranza e i Giovani turchi sono contrari a ridimensionare la portata del ddl Cirinnà.

Ma Renzi ha anche rivendicato la propria linea di superiorità della politica rispetto ai tecnocrati. E ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Mario Monti, che aveva criticato l’azione del governo nei confronti dell’Europa, e di chi crede che l’Italia debba essere cambiata dall’esterno “a colpi di piccone”.

Un passaggio è stato dedicato anche al caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto. Il premier ha chiesto ai vertici del Paese africano la massima collaborazione: “Non accetteremo mai una verità di comodo”.

 

Ecco i principali interventi all’Assemblea nazionale:

 

15.30 Si chiude l’Assemblea nazionale

15.28 “Ci vediamo per la prossima Assemblea di metà luglio. Io spero che sia un appuntamento della meravigliosa campagna per il referendum costituzionale”. Si chiude così la replica di Renzi, ora si procede con la votazione per la surroga di alcuni membri della Direzione

15.27 “La scuola di formazione del Pd non è una cosa banale. Non abbiamo le stesse idee su tutto, ma in Classe dem si vede il Pd che ci sarà nei prossimi anni. Se vi va, sarebbe molto bello che questa esperienza potesse essere replicata sui territori provinciali”

15.25 “Tema banda larga è centrale: nell’arco di un biennio dobbiamo dare la botta alla diffusione della banda larga”

15.22 “Molti comuni stanno sbloccando opere pubbliche grazie allo sblocco del patto di stabilità. E’ uno dei primi temi su cui ci eravamo impegnati, nel confronto tra politica e tecnocrazia. I comuni sappiano che si può tornare a progettare”

15.21 “Martedì sera alle 20 l’assemblea del gruppo Pd al Senato sulle unioni civili, io sono disponibile a partecipare. Incontrando prima i rappresentanti delle associazioni lgbt ho detto che per me l’importante è che non si corra il rischio che per squallido calcolo politico si faccia del male non al Pd ma a quelle persone che aspettano di poter non avere più paura, come ha detto Zacchiroli

15.20 “Un partito della sinistra oggi deve essere il partito dei nuovi lavori, non solo di quelli tradizionali”

15.18 “Se vogliamo essere il partito di sinistra in Italia non possiamo non partire dal desiderio di vincere la sfida occupazionale, sia dei più giovani sia dei cinquantenni che perdono il lavoro”

15.17 “L’articolo 1 della Costituzione non è scritto nelle patatine, ma nella vita quotidiana delle persone. In questi giorni si parla del reddito di cittadinanza, che fa credere che compito della politica sia dare un reddito a tutti. Io credo che il compito della politica sia dare un lavoro a tutti”

15.15 La replica di Matteo Renzi, che si preannuncia rapida

15.00 Matteo Orfini annuncia che ci saranno altre tre interventi e poi la replica di Renzi

14.50 Alessia Rotta presenta la nuova campagna di comunicazione del Pd, in occasione dei due anni del governo Renzi

14.42 Mentre era in corso l’Assemblea nazionale del Pd, Matteo Renzi ha incontrato a margine negli scorsi minuti alcuni rappresentanti delle associazioni lgbt, che si erano presentati nell’hotel in cui si stanno svolgendo i lavori, chiedendo di vederlo.

14.40 Micaela Campana (responsabile diritti in segreteria Pd): “Sui diritti umani, perché i diritti civili ne fanno parte, dobbiamo essere all’altezza della nostra Costituzione. Tutte le posizioni con assunzioni di responsabilità pubblica hanno migliorato il testo del ddl Cirinnà e fatto bene al Pd. I senatori si sono impegnati all’unanimità sul voto finale della legge. Io sono convinta che alla fine l’amore vince, come disse Obama”

13.52 Aurelio Mancuso invita i senatori del Pd a non dare la stessa impressione del M5S, con un “voltafaccia cinico” che rischia di affossare la legge sulle unioni civili. Inoltre ammonisce: “Non è possibile che in questo Paese ci siano bambini che non abbiano la possibilità di avere figure genitoriali certe”

13.23 “I bambini delle coppie omosessuali saranno tutelati”

13.20 “Non possiamo permetterci che questo Parlamento non approvi questa legge, è un obbligo giuridico anche perché ce lo impone la Corte di giustizia europea. Anche il Pd dovrebbe essere più compatto su una legge che è più prudente di altre leggi approvate dalla destra europea”

13.16 Ivan Scalfarotto: “Il M5S ha preso una posizione politica, non procedurale. Avevamo lavorato in Senato senza la maggioranza di governo, ma non senza una maggioranza. Con la decisione del M5S si è fatta venire meno quella maggioranza politica”

13.13 Barbara Pollastrini: “Per me il testo del ddl Cirinnà è già equilibrato. Il Pd per la forza che ha deve procedere con limpidezza su una proposta saggia”

13.00 Il coordinatore nazionale dei Giovani turchi, Francesco Verducci, parla anche di unioni civili: “Se i grillini non ci avessero voltato le spalle, oggi avremmo una legge con unioni civili e stepchild adoption. Io faccio un appello a un patto per un Pd unito per limare le cose che non vanno ma mantenere quella parte fondamentale, su cui tutte le culture del Pd sono d’accordo”

12.53 Cesare Damiano chiede a Renzi di battersi in Europa anche per una “flessibilità del sistema pensionistico”, che porti a cambiare la legge Fornero

12.47 “Dobbiamo riorganizzare il centrosinistra. Il punto oggi non è se a sostegno del governo oggi ci sono pezzi residui della stagione berlusconiana, ma la prospettiva e la prospettiva deve essere il centrosinistra, che si ricostruisce con il civismo e riannodando i fili con chi oggi è riunito in un’altra sala a Roma (Sinistra italiana, ndr)”

12.46 “Il tesseramento on line viene utilizzato per spalancare le porte del trasformismo. Io su questo chiedo il massimo rigore”

12.45 “Sulle unioni civili, Matteo ci ha messo di fronte a un bivio e rispettiamo la decisione dei senatori. Renzi è stato eletto al congresso con una linea che parlava di unioni civili e stepchild adoption. Se accordo di governo significa rinunciare alla stepchild adoption, io sono contrario. E’ il momento che il M5S si assuma la responsabilità in un dibattito pubblico parlamentare”

12.42 Dopo Emanuele Fiano, interviene Roberto Speranza

12.35 Interviene Eugenio Mazzarella: la sua posizione è favorevole alle unioni civili, ma senza stepchild adoption

12.28 Interviene Roberto Gualtieri, europarlamentare che rappresenta uno degli uomini forti del Pd a Bruxelles e Strasburgo. “Io ero nella stanza in cui si negoziava il fiscal compact e vedevo la debolezza della posizione italiana, non perché Monti fosse un cattivo negoziatore, ma per la crisi dell’Italia, per il fatto che avessimo un governo tecnico. Quella debolezza è un fatto storico ed è fondamentale che noi stiamo lavorando per superarlo”

12.19 Finisce l’intervento di Renzi. Ci sono già 30 iscritti a parlare, il primo è Benedetto Zacchiroli, consigliere del Pd a Bologna che si definisce “diversamente eterosessuale”: “Noi non stiamo facendo la storia, quella l’hanno fatta trenta anni fa. Noi con quella legge (ddl Cirinnà, ndr) stiamo solo certificando la realtà. I bambini delle famiglie arcobaleno ci sono già e crescono come gli altri bambini e sono il futuro del nostro Paese”. Il suo intervento è molto applaudito dalla platea

12.11 “A distanza di due anni, sono ancora più convinto che l’Italia ha molto da dire e da fare, non solo con la politica, ma con il cinema, la cultura, la ricerca. Alla faccia dei professionisti da tartina di salmone che dicono che l’Italia è finita. L’Italia il futuro se lo va a prendere. E questa cosa o la fa il Pd o non la fa nessuno”

12.08 “Se non riesci a cambiare, devi avere anche la responsabilità di dire che te ne devi andare. La politica ha fatto lo sforzo più grande, ora tocca ai cittadini decidere. Se è sì l’Italia entra nel futuro. Non è personalizzazione, è serietà. Noi vinceremo il referendum”

12.06 “Il referendum sarà un grande momento di chiarezza. Io non ho paura di parlare del potere, ma solo se può cambiare le cose. Il contrario di potere è impotenza”

12.03 “Dobbiamo stare più attenti sul territorio, non è possibile l’idea che il partito sia qualcosa da scalare attraverso il tesseramento. Il partito si scala con le idee”

12.02 “Si è discusso molto di Partito della Nazione. Lo trovo un tentativo strumentale di cambiare argomento. La verità è che al Senato non abbiamo i numeri e non possiamo andara avanti da soli. Con altri numeri avremmo avuto un altro governo, e qualcuno di voi poteva anche essere contento, ma se non si vincono le elezioni non ci sono i numeri. Nessuno di noi ha pensato di fare una marmellata indistinta. Il vero Partito della Nazione è il Pd che fa il Pd, non una serie di correnti, ma i giovani della scuola di formazione. A chi immagina su singoli provvedimenti di arrivare al momento decisivo e dire ‘o fate come dico io o me ne vado’, la mia risposta è una: ciao. Non si può pensare di fare del Pd un partito nel quale si sta solo quando si condivide tutto, si fa uno sforzo di mediazione”

11.58 Altra proposta, quella del social act per il terzo settore

11.57 Renzi annuncia una serie di iniziative: domani al Gran Sasso festeggerà i due anni di governo, quindi mercoledì a Milano presenterà il progetto per il rilancio dell’area Expo. Quindi ci sarà l’incontro con il presidente della Commissione europea, ma anche la presentazione del piano per la banda larga insieme alle Regioni. “Il 22 dicembre fissata la data per l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria”

11.54 “Noi sappiamo che c’è il tentativo di riaprire una discussione che non farebbe approvare la legge nemmeno il prossimo anno. Io a questo non ci sto. Senato e Camera siano pronti a utilizzare tutti gli strumenti per impedirlo”

11.52 Renzi si dice disponibile a partecipare a un’assemblea del gruppo del Pd al Senato, che dovrà decidere tra due alternative: ricucire il dialogo con il M5S o tentare un patto di maggioranza, su cui poter mettere anche la fiducia

11.51 “M5S ha un obiettivo: fare il male del Pd. Noi abbiamo un obiettivo: fare il bene dell’Italia. Questa è la differenza fondamentale”

11.50 “Non ci saremmo mai perdonati di non fare un tentativo con il M5S. C’è la sindrome Charlie Brown e Lucy con Beppe Grillo. Venti minuti prima del voto finale (sul canguro, ndr) Zanda ha ricevuto la telefonata del dietrofront. Noi dovremmo farla una riflessione sui Cinquestelle. Quando non inseguono le sirene o non credono ai complotti, alle scie chimiche o ai chip sottopelle, rivendicano il diritto di governare. E si vede come governano a Quarto, Bagheria, Livorno”

11.48 Unioni civili: “Che paura possono fare due persone che si amano? A me fanno paura quelli che si odiano, non quelli che si amano. Ma sappiamo che il passaggio è numericamente delicato, i numeri al Senato sono questi (mostrati in una slide): Pd 112, altri gruppi 208. Quando sento qualcuno fare in parlamento le polemiche contro alcuni gruppi, diciamolo con chiarezza: se non ci fossero stati alcuni gruppi, non ci sarebbero state anche le riforme. Per me il futuro è il Pd, non è la coalizione, ho fatto una battaglia su questo. Ma se sento che qualcuno dice che qualcuno non va bene e poi vuole cambiare la legge elettorale allora non va. Il gruppo di Verdini e Sel sono quelli che ci hanno dato una mano sulle unioni civili, lo so, sono strani amori”

11.43 “Possiamo aprire una discussione tra di noi, tra le correnti, su chi fa il capolista alle prossime elezioni o come si fa il congresso. Ma impariamo dalle nostre cicatrici: quando ci siamo ridotti a parlare solo di noi, abbiamo perso la strada. Quando vi chiedo una mano nella campagna di comunicazione vi chiedo il protagonismo nella sfida più bella: riportare la gente a credere nella politica”

11.41 “I numeri stanno cambiando, anche se c’è ancora tanta gente che ha perso il lavoro. Non siamo contenti, ma se il Pd fa il Pd e accetta la sfida delle riforme, bisogna anche fare uno sforzo casa per casa e raccontare che le cose stanno finalmente cambiando”

11.40 “La comunicazione è il modo per non rosicare, per non perdersi. Io da solo non ce la faccio, non sono in grado. O accettiamo l’idea che stiamo facendo uno sforzo tutti insieme oppure sarà soltanto una battaglia artificiale tra grandi team di comunicatori, ma avremo perso la gente”

11.38 “Noi siamo meno bravi di loro a far capire i nostri risultati”. E Renzi mostra la foto di Vespa e Berlusconi, ricordando la promessa di un milione di posti di lavoro inserita nel ‘Contratto con gli italiani’. “Noi abbiamo fatto +764mila posti di lavoro a tempo indeterminato in un anno e su questo tra di noi parte la discussione: ci sono gli incentivi (è ovvio, vedremo il prossimo anno cosa succederà…) ma questa è una cosa di sinistra, è un fatto positivo”

11.36 Ora Renzi passa al capitolo economico, rivendicando i risultati della spending review (“Abbiamo fatto 25 miliardi di tagli, Cottarelli ne aveva previsti 20) e della lotta all’evasione (“14 miliardi, il migliore degli ultimi anni”) ma ricordando che il Pil non cresce ancora abbastanza

11.33 “Noi siamo la politica e non la tecnica. E dobbiamo esserne orgogliosi perché c’è bisogno di politica”

11.32 “Il Pd ha ripreso l’Italia, ora è il più grande serbatoio di speranza per l’Europa. Non è possibile che ci sia chi ci fa le lezioncine senza capire che è in ballo il nostro futuro”

11.31 “Queste proposte non sono il segno dell’isolamento dell’Italia in Ue, ma sono il segno delle nostre proposte. C’è gente che pensa che l’Italia sia concettualmente irriformabile e quindi va cambiata a colpi di piccone dall’esterno. L’Europa non è la medicina per fare i compiti, ma è la nostra casa. Non siamo come gli illuminati aristocratici con pochi voti e molta morale”

11.29 “Tutti i Paesi vanno in Europa e fanno trattative, nessuno viene indicato come un aspirante complottista, nessuno è accusato di lesa maestà. Se l’Italia prova a dire quali proposte fare per i prossimi anni, a partire che di fronte all’attacco terrorista va benissimo investire in sicurezza (e noi rivendichiamo di averlo fatto) ma è ridicolo non guardare la realtà (molti di questi terroristi sono cresciuti nelle nostre periferie) e che occorre investire in formazione, in cultura”

11.27 Servizio civile europeo, piano europeo per l’infanzia, primarie per il Pse: sono queste le proposte enunciate da Renzi

11.26 “O si ha il coraggio di pensare in grande, o l’Europa diventerà un giochino nel quale andare a prendere quello che serve. L’Italia non batte i pugni sul tavolo, ma sta presentando una serie di proposte: domani uscirà il documento di Padoan, siamo stati a Ventotene. Lì Spinelli e i suoi ebbero l’intuizione di pagare di Stati Uniti d’Europa e hanno segnato il cammino per decenni. Ora quel carcere sta cadendo a pezzi, mi vergogno di questo, rimetteremo i denari e lì si incontreranno i giovani italiani e di tutta Europa”

11.23 “Noi dobbiamo chiamare a una battaglia comune in Europa tutto il Pse”

11.23 “Chi parla di una battaglia fatta per avere consenso, non ha molta dimestichezza con il consenso. Farebbe fatica a prenderlo anche in un condominio”

11.22 “Oggi l’Europa è ferma, ha bisogno di una strategia che non sia dominata solo dagli egoismi di qualche Paese dominante”

11.21 “Siamo entrati nel Pse perché pensiamo che l’Europa abbia bisogno della politica. L’Ue deve cambiare non solo sulla linea economica, ma anche su questa. L’America di Obama ha fatto crescere l’occupazione e fatto ripartire l’economia. L’Europa di Barroso no”

11.20 “In nome della solidarietà, alcuni Paesi nuovi arrivati prendono le risorse, ma si dimenticano poi di dare

11.19 “L’Ue sembra essere sempre più una roba da tecnici, cavilli, parametri, vincoli. Noi dobbiamo domandarci cosa sia l’Europa dei prossimi anni. Se c’è una questione che non si presta a una battaglia di consenso immediato, ma vedrà i risultati nel giro di un decennio, è la battaglia europea”

11.16 “Sono passati due anni da quando abbiamo votato l’adesione del Pd al Pse”

11.15 “Credo che l’Egitto sia fondamentale per contrastare l’Isis e sia un hub importante in Nord Africa. Ma proprio perché siamo amici, noi dagli amici pretendiamo la verità, anche quando fa male. A noi non basta la collaborazione, vogliamo i responsabili veri perché non è immaginabile che la morte di un italiano rimanga senza i responsabile. Non accetteremo mai una verità di comodo, non c’è business o realpolitik che tenga”

11.13 “Abbiamo scelto di tenere vivo il ricordo di Valeria, insieme a Hollande, dedicandole il vertice bilaterale Italia-Francia che quest’anno si svolgerà a Venezia l’8 marzo”

11.12 Renzi ricorda Valeria Solesin e Giulio Regeni, con la sala che tributa loro un applauso

11.12 “Come ha dimostrato Milano, quando il Pd va a votare alle primarie, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Qualcuno dall’alto di 74 clic ci ha fatto la morale (il riferimento è ai voti ottenuti dal candidato del M5S a sindaco di Milano, ndr). A questa straordinaria forza non rinunceremo mai”

11.10 “All’ultima assemblea a Expo dicemmo che abbassare le tasse era una cosa di sinistra. In Italia il partito delle tasse è la destra, mentre il Pd ha abbassato le tasse”

11.09 Prende la parola Matteo Renzi

11.01 La vicepresidente dell’Assemblea, Sandra Zampa, ricorda Umberto Eco e il suo spirito ulivista

10.59 Inizia l’Assemblea nazionale del Pd. A segnare l’avvio dell’appuntamento, l’Inno nazionale e il video che racconta i primi due anni di governo.

 

Europa, riforme (con i risultati ottenuti grazie al Jobs Act e la spinta per il Sì al referendum costituzionale in primissimo piano), unioni civili, richiamo all’Egitto per sapere la verità sul caso Regeni. Saranno molto probabilmente questi i temi al centro dell’Assemblea nazionale del Pd che si aprirà tra poco all’Hotel Parco dei Principi di Roma. Su questi punti, infatti, Matteo Renzi centrerà la sua relazione d’apertura, che ha preparato nelle ultimissime ore. E l’anniversario dei due anni di governo, che cade proprio in questi giorni, gli darà l’occasione per rivendicare i risultati ottenuti.

A influenzarlo, certamente, la trasferta di Bruxelles, dove il Consiglio europeo è riuscito a raggiungere un accordo che punta a scongiurare la Brexit, ma anche le polemiche – tutte italiane – sul rapporto tra il governo e l’Ue, innescate da Mario Monti. Il premier terrà il punto: il suo obiettivo rimane quello di ‘cambiare verso’ all’Europa, rafforzandone il profilo politico a scapito di quello ‘tecnocratico’, che ha influenzato gli esecutivi che hanno preceduto il suo (Monti, ma anche Letta). “I tecnici ci hanno regalato gli esodati della Legge Fornero, il fiscal compact, le tasse sulla casa e la vicenda marò, il bail-in delle banche senza aver fatto come altrove la bad bank – è la riflessione che farà Renzi – e adesso pretendono di spiegarci come fare a risolvere i problemi che loro stessi hanno creato?”

Un passaggio sarà dedicato certamente anche alle unioni civili. Il ddl Cirinnà tornerà nell’aula del Senato nei prossimi giorni per un cammino che appare meno in salita rispetto ai giorni scorsi, ma non per questo semplice. Da Renzi oggi si aspettano tutti parole chiare per capire come andare avanti (le posizioni interne al partito sono ormai ben delineate, con la minoranza che spinge per un impegno più forte per chiudere la partita e l’area cattolica che tiene il punto sulla possibilità di esprimere il proprio dissenso sui punti più controversi). E il premier, probabilmente manterrà la sua impostazione: la stepchild adoption non sarà stralciata, ma sarà il Parlamento a deciderne la sorte, senza drammi comunque vada a finire. L’importante è portare a casa la legge con il riconoscimento dei diritti.

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