Assedio e spari a una clinica per aborti in Colorado: 3 morti

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A suspect is taken into custody outside a Planned Parenthood center in Colorado Springs, November 27, 2015.  REUTERS/Isaiah J. Downing

Il killer, che apparterrebbe al Ku Klux Klan, ha tenuto in ostaggio per cinque ore 150 persone

Cinque ore di assedio e un bilancio conclusivo di tre morti, due civili e un agente di polizia, e nove feriti, di cui cinque poliziotti. È successo a Colorado Springs, nella clinica per aborti Planned Parenthood, che è stata assediata per cinque ore da Robert Lewis Dear, 57 anni.

L’uomo, caucasico e secondo alcune fonti appartenente al Ku Klux Klan, ha fatto irruzione nell’edifico armato di kalashnikov, sparando all’impazzata, e poi ha preso in ostaggio circa 150 persone. Poco dopo sono intervenuti decine di agenti dell’Fbi e delle forze speciali Swat, che hanno cercato di contenere il killer che si era barricato all’interno dello stabile. Ancora non sono state accertate le ragioni del suo gesto. Dopo cinque ore, il killer si è arreso alla polizia che lo sta interrogando.

La clinica di Colorado Springs è stata teatro di proteste nel corso degli anni e l’attuale edificio era stato trasformato in una sorta di “fortezza”, protetto da guardie, che evidentemente non sono state sufficienti a fermare quest’uomo. Ad agosto si è svolta l’ultima manifestazione davanti alla clinica, con centinaia di persone che hanno picchettato la struttura. Dal 1977 almeno 8 dipendenti di cliniche in cui si praticavano aborti sono stati uccisi negli Usa, segno di come questo sia ancora uno dei temi più caldi per la politica americana.

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