Aspettando la data, oggi Renzi in campo alle Feste dell’Unità

Referendum
Florence's Mayor and candidate at the primary of the Democratic Party (PD), Matteo Renzi, speaks during a press conference in Florence, 08 December 2013. Matteo Renzi, a media-savvy 38-year-old with no experience in national government, is the Italian left's best hope of finally eclipsing Silvio Berlusconi's hold on the country's public affairs. Renzi, currently the mayor of Florence, was set for an overwhelming victory against two opponents in the primary election for the leadership of the centre-left Democratic Party (PD). He had received 70 per cent of vote with about a fourth of the ballots counted 08 December night.  ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Prima uscita del premier-segretario davanti ai militanti

Dopo il via libera della Cassazione giunto ufficialmente ieri, adesso la politica italiana si è infilata in una delle classiche polemiche nostrane: la data del voto del referendum. Un classico che da sempre appassiona politici e giornalisti. Come se votare una tal domenica o quella successiva fosse realmente determinante per l’esito finale. Ma tant’è.

Ne parlerà oggi Matteo Renzi alla Festa dell’Unità di Bosco Albergati in provincia di Modena (alle 18) e a quella di Villalunga in provincia di Reggio Emilia (alle 21)?

Quelle di oggi (entrambe in diretta streaming su Unità.tv) sono le prime uscite del premier-segretario alla Feste dell’Unità e dunque una prima verifica di massa per Renzi per sondare gli umori di militanti e elettori dem.

Sulla data, quello che si può dire è che il governo è orientato a scegliere soprattutto fra due date: il 20 o il 27 novembre. Gli avversari dicono: Renzi vuole più tempo possibile a disposizione perché avrebbe difficoltà a far passare il messaggio del Sì. In ogni caso, più tempo per conoscere e approfondire il merito della consultazione non è certo un attentato alla democrazia – senza contare che i sondaggi effettuati adesso hanno davvero un senso molto relativo (e alcuni poi danno in testa il Sì).

Di fatto la campagna elettorale è già iniziata, e Renzi continua a voler spersonalizzare l’appuntamento e a mettere in rilievo che il referendum riguarda l’Italia e non il suo personale futuro.

Il referendum degli italiani” è infatti lo slogan adoperato in queste ore dal comitato Basta un Sì, proprio per dare l’idea di una scadenza “nazionale” in cui a decidere saranno i cittadini con la loro testa e non i leader dei partiti.

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