Aspettando Gotor (terza puntata)

Pd
L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani arriva alla sede del Pd in occasione della direzione nazionale a Roma, 7 agosto 2015.   ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

A poche ore da una importante riunione della Direzione

Riuscirà il Pd a trovare la quadra sulle modifiche al ddl Boschi? Riuscirà Renzi – fra poche ore davanti alla Direzione del Pd – a formulare una proposta che soddisfi la minoranza di Bersani e Cuperlo senza tuttavia che la tela si disfi e si ricominci da capo?

La sensazione (solo una sensazione) è che oggi pomeriggio il segretario-premier si mostrerà più che disponibile ad entrare nel merito della proposta già circolata: e cioè inserire nel comma 5 dell’articolo 2 una formulazione per la quale i nuovi senatori saranno eletti dai consigli regionali sulla base dell’indicazione popolare. Questa la sostanza. Poi si sa che la forma, in questi casi, è importantissima. Però se c’è intesa sul principio, di solito i dispositivi di legge si trovano.

Nella sinistra il clima è ancora di attesa, guardingo. Sembra di vedere una maggiore disponibilità all’ascolto da parte dei cuperliani, c’è circospezione ma anche attenzione da parte di Bersani e degli esponenti a lui più vicini (Migliavacca, Zoggia, Gotor). Sarà importante vedere se la riunione si concluderà con un voto sulla relazione del segretario: Roberto Speranza ha già detto che non considererebbe questo voto vincolante, ma è anche vero che molte altre volte le Direzioni si sono concluse con una posizione votata a maggioranza.

Ed è presumibile che Renzi voglia una verifica numerica sulla sua proposta.

C’è attesa, dunque, al Nazareno perché si capisce che il passaggio è molto importante. Per il futuro del ddl Boschi ma anche per il clima che potrebbe rasserenarsi, come forse mai prima d’ora, o al contrario esacerbare ulteriormente le differenze. Bisogna aspettare qualche ora. Aspettiamo Gotor.

Vedi anche

Altri articoli