“Artists In love”: Sky Arte racconta gli amori e le passioni degli artisti

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La storia delle coppie Miller-Monroe, Kahlo-Rivera, Cash-Carter, Picasso-Maar. L’8 Marzo inizia “Artists in love”, il programma di Sky Arte che che racconta le storie d’amore, spesso tormentate, dei grandi artisti

Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda i tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni”. Frida Kahlo era una donna dai  sentimenti  robusti e dal gusto raffinato e quando portò i suoi dipinti per un parere al pittore, muralista messicano Diego Rivera il loro cammino insieme era già scritto. Si racconta che lei lo sposò pur sapendo dei continui tradimenti con i quali lui l’avrebbe certamente mortificata, ma lo fece ugualmente per poi rimanere vittima dello stesso gioco con altri uomini e donne. Divorziò dal suo amato solo alla scoperta della relazione con la sorella Cristina, ma non potevano stare l’uno senza l’altra. Gli ultimi occhi che la pittrice incrociò prima di morire per un’embolia polmonare furono quelli del suo Diego al quale scrisse “la mia notte mi soffoca per la tua mancanza”.

Un’esistenza costellata dall’arte, dai viaggi e dall’amore fu certamente anche quella di  Pablo Picasso la cui  personalità eccentrica, forte lo perseguitava e lo condannava a rapporti conflittuali con le donne che amava con dolore e consumava con l’odio, tanto da portarlo a vedere l’altra metà del cielo diviso in due specie distinte “zerbini e dee”. Un modo di amare distruttivo e teso a strappare l’anima delle sue muse per donarle freneticamente all’arte. Così viveva la sua passione per la fotografa croata Dora Maar, un affetto sadico, crudele in cui la dipingeva, la divorava, la picchiava, la ingannava mentre lei restava immobile impressa sulla tela “La femme qui pleure”. Lì silenziosa la Maar continua a rimpiangere con lucido dolore il suo “padrone” che, dopo averla catturata, l’abbandonò per altre creature.

Quelle di Frida Khalo e Diego Rivera, Pablo Picasso e Dora Maar sono solo due delle dieci emozionanti storie d’amore che a partire dall’8 marzo verranno raccontate da Artists in Love su Sky arte HD (canali 120 e 400) da Samantha Morton, due volte candidata all’Oscar per i film Accordi e Disaccordi e In America – Il sogno che non c’era. L’attrice britannica nel 2007 ha indossato i panni di Marylin Monroe (ndr in Mister Lonely), altra protagonista con il commediografo Arthur Miller dei racconti d’amore arricchiti di materiale di repertorio, inediti e privati, foto e filmati originali. Miller amava la vitalità della Monroe filtrandola come un faro “in un vasta distesa oscura”. I continui problemi economici di lui e il consumo di droghe e alcolici da parte dell’attrice conclusero un matrimonio per il quale, però, entrambi lottarono cercando un figlio che non nacque mai.

Stesso destino e stessa intensa passione per la loro arte, la danza, per Rudolf Nureyev ed Erik Bruhn amici prima che amanti. I due danzatori straordinari, di una bellezza non comune, si incontrarono, si amarono in maniera travolgente per poi scontrarsi furiosamente rivali sul palcoscenico. L’antagonismo li divise, ma saranno le parole di Nureyev ad accompagnare gli ultimi istanti di vita di Bruhn. L’immensa Maria Callas fu la donna Soprano più famosa del mondo e aveva tutti ai suoi piedi, tranne l’armatore greco più ricco del mondo Aristotele Onassis. Quando venne invitata sul panfilo “Christina” ormeggiato a Venezia, con il marito Battista Meneghini, la donna non sapeva che sarebbe andata incontro all’amore della sua vita e alla sua infelicità. Si amarono per 10 anni di un sentimento che lei stessa definì “brutto, violento, pieno di cattiverie, tradimenti e tristezza” che ne segnerà il declino anche professionale.

Johnny Cash e June Carter, entrambi sposati al loro primo incontro, si amarono in segreto per 12 anni prima di separarsi dallo loro rispettive famiglie. “Mi sentivo come se fossi caduta in un pozzo infuocato e stavo letteralmente bruciando viva” così la cantante descriveva il suo amore per lui. Un sentimento bruciante che diede l’ispirazione per Ring of Fire, una delle canzoni più celebri di Cash. Lei era troppo cristiana per divorziare, lui troppo preso dalla musica e dai suoi vizi.  Alla fine riuscirono a creare una famiglia e vissero inseparabili per 42 anni.

Salvador Dalì e Helena Diakonova, nota a tutti come Gala, fu l’unica persona al mondo che portò il pittore catalano a dichiarare ”Amo Gala più di mia madre, più di mio padre, più di Picasso e perfino più del denaro”. La russa incarnava l’ideale di donna che lui aveva inseguito, immaginato e cercato di dipingere per anni divenendo la sua musa ispiratrice, amica, amante, il suo tutto grazie alla sensuale energia che emanava rasserenando anche psicologicamente l’artista. Le donò un castello che, alla morte di lei, divenne la sua prigione dorata.

Il tragico epilogo di Amedeo Modigliani e della sua Jeanne (Hébuterne) che si suicidò al nono mese di gravidanza, il giorno dopo la morte del pittore, e il matrimonio tra Richard Wagner e Cosima Liszt, nonostante i 25 anni di differenza, completeranno l’intenso ed emozionante viaggio sospeso tra amore e tradimento, amore e crudeltà, amore e droghe.

Dallo scorrere delle immagini, il sovrapporsi delle storie si potrebbe pensare che non ci sia posto nell’Olimpo dell’arte per un amore sereno e di sana autenticità che, invece e naturalmente, si svela quando i protagonisti della narrazione diventano Federico Fellini e Giulietta Masina. La coppia non ebbe mai figli e la Masina lo ripeteva spesso, quasi a voler ribadire che il loro stare insieme era frutto di un impegno rinnovato quotidianamente, un patto di cuore alimentato dalla gioia di camminare accanto e dalla volontà di non separarsi. La loro storia d’amore durò 50 anni, solo la morte  riuscì ad interromperla, ma per poco. Lui  andò via nell’ottobre del ’93, lei lo seguì cinque mesi dopo.

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