Arrivano in Italia gli Wilco, tra gli ultimi innovatori nel solco della tradizione rock

Musica
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Vent’anni di carriera e una sfilza di dischi importanti per la band di Chicago, che suonerà staserà a Ferrara e domani a Roma

Gli Wilco arrivano in Italia per due date: stasera a Ferrara, nella cornice di Piazza Castello per la rassegna Ferarra sotto le stelle e domani a Roma, a Villa Ada incontra il mondo. La band di Chicago rappresenta una delle ultime incarnazioni del rock tradizionale americano, che riesce a reinventarsi secondo forme personali e per nulla anacronistiche. Negli Wilco la linea di continuità con il “suono delle radici” si sovrappone a imprevedibili sterzate verso territori inusuali, come lunghe suite strumentali dal sapore kraut rock, momenti di rozza elettricità, oppure le caratteristiche trame di chitarra, al limite del dissonante, elaborate da Jim O’Rourke.

Jeff Tweedy, il cantante del gruppo, spesso sull’orlo della crisi esistenziale e psicologica, riesce a rileggere attraverso una lente visionaria e paranoide una materia sonora piuttosto classica, tessendo melodie vocali straordinariamente intuitive. Il vertice assoluto della loro ventennale carriera è probabilmente racchiuso in due dischi di inizio anni 2000: A Ghost is Born, del 2004 e soprattutto Yankee Hotel Foxtrot, di due anni primaispiratissima raccolta di canzoni in bilico tra dolcezza, melodia e arrangiamenti maniacalmente strutturati ma dalla spiccata fruibilità. Una delle pietre miliari del rock delle ultime due decadi.

Sui palchi italiani gli Wilco riproporranno brani dal loro vasto repertorio, attingendo anche dall’ultimo lavoro uscito a sorpresa nel 2015. Il disco è stato diffuso tramite download gratuito dalla band; il titolo è Star Wars e la copertina raffigura un gatto: in sostanza, una serie di tormentoni del web disposti in maniera sequenziale, e che riflettono, con ironica lucidità, la temperie culturale tipica degli anni che stiamo vivendo.

La data di Ferrara prevede anche l’esibizione di Kurt Vile con i suoi Violators: uno degli artisti più in linea con l’approccio di manipolazione a attualizzazione del passato messo in atto dagli Wilco. Anche Kurt Vile, partendo da un patrimonio classico (il cui nome di riferimento principale potrebbe essere Neil Young), arriva a una sintesi molto personale, che mischia senza soluzione di continuità folk, blues, psichedelia e melodia. Ascoltare per credere.

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