Arriva (stavolta davvero) la carta d’identità elettronica

Pa
Il ministro della semplificazione e pubblica amministrazione Marianna Madia durante il Forum PA all'Eur, Roma, 26 maggio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Servirà a gestire tutte le operazioni on line con la pubblica amministrazione e conterrà anche le impronte digitali e (se si vuole) l’autorizzazione alla donazione degli organi

Dopo venti anni ormai di annunci, rinvii e sperimentazioni più o meno riuscite, arriva per tutti gli italiani la carta d’identità elettronica. È stato pubblicato infatti ieri sulla Gazzetta ufficiale il decreto che fissa le nuove “procedure di emissione” del documento e “le modalità tecniche di produzione, distribuzione, gestione e supporto” al suo utilizzo.

Al suo interno sarà contenuto un microprocessore che memorizzerà le informazioni necessarie “per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici, nonché per l’autenticazione in rete”. Oltre alle impronte digitali (bimbi esclusi) e alla possibilità per i maggiorenni di indicare la volontà o meno di donare gli organi, ci sarà infatti un Pin che permetterà l’accesso a tutti i servizi online offerti dalla pubblica amministrazione, in linea con il varo da parte del ministero guidato da Marianna Madia del Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale (Spid).

Il nuovo documento sostituirà gradualmente quelli cartacei (e quelli elettronici sperimentali) già in circolazione. Potrà farne richiesta, infatti, chi per la prima volta si appresta ad avere una carta d’identità, chi la smarrisce o chi ce l’ha in scadenza. La richiesta può essere fatta secondo i canali tradizionali (uffici anagrafici comunali, consolati per chi risiede all’estero), ma anche on line sul portale dedicato.

Nella carta devono essere inserite l’immagine del volto del titolare, attraverso una foto digitalizzata, e l’immagine delle impronte digitali. Ma anche la firma autografata (laddove previsto), l’autorizzazione o meno all’espatrio, mentre è facoltativa l’indicazione sulla donazione degli organi. La consegna della Cie, con i codici Pin e Puk, avverrà direttamente all’indirizzo indicato dal cittadino entro sei giorni lavorativi dalla data della richiesta.

I primi a partire saranno i comuni che hanno già emesso quelle che, a questo punto, diventano le vecchie carte d’identità elettroniche, mentre gli altri si adegueranno secondo le regole fissate nella road map stabilita dalla Commissione interministeriale permanente e contenute nel decreto appena varato.

Vedi anche

Altri articoli