Aridatece Bertinotti e Cossutta

Sinistra
Cossutta (s) con Fausto Bertinotti (d) ai tempi di Rifondazione comunista

La “vecchia guardia” rimette in discussione la linea di Fassina dopo la cattiva performance delle comunali

Non è vero che tutto si crea e nulla si distrugge. Per esempio si sta autodistruggendo il soggetto politico alla sinistra del Pd, i cui candidati più noti, Stefano Fassina a Roma e Giorgio Airaudo a Torino, hanno ottenuto percentuali poco meno che ridicole, rispettivamente 4,5 %e 3,7 %.

E’ stata cioè bocciata dagli elettori l’impostazione ferocemente anti-Pd voluta dai giovani leoni, i Fassina, i  D’Attorre, i Fratoianni. Per una ragione molto semplice: a fare gli anti-Pd sono più bravi i grillini.

Era lì, nel corpo a corpo con i Cinquestelle, che Sel (o Sinistra Italiana, come si chiama adesso) doveva rastrellare un po’ di consensi, intercettando il famoso disagio sociale ma fornendogli un terreno politico: ma invece loro hanno preferito la scorciatoia dell’attacco a Renzi (o al pd di Roma, o a Fassino): con risultati sconfortanti.

Uno può sempre dire: pazienza, cambiamo linea e vediamo. Invece no. Fassina si è messo a fare il prezioso, come un Ghino di Tacco in sedicesimo, vediamo chi posso votare, tanto Raggi o Giachetti per me pari sono (ma come si fa, a Roma, a dire: votate scheda bianca?); e lo stesso fa Airaudo a Torino, come se Fassino non fosse stato il sindaco anche di Sel.

Inevitabilmente, il partito, già diviso, finisce per spaccarsi. E c’è già chi sussurra di nuove micro-scissioni, o comunque di un processo fondativo del nuovo partito (Si) col freno a mano tirato. Con Nichi Vendola lontano, nel suo legittimo privato, non si vede chi possa ricucire lo strappo oggettivo che si è squarciato nel fragile velo del piccolo partito.

Il fatto è che i “vecchi” non possono seguire l’impostazione di Fassina. Ecco dunque un uomo di antica militanza a sinistra come Claudio Fava spiegare perché lui voterà Giachetti; ecco Franco Giordano, già braccio destro di Fausto Bertinotti, bollate come “tragico errore” la scheda bianca. E abbiamo sentito anche un bertinottiano doc come Ciccio Ferrara fare ragionamenti un po’ diversi da quelli di Fassina, per non dire di un Massimo Zedda, confermato sindaco di Cagliari, da sempre fautore, con successo, dell’unità col Pd o infine dello stesso Giuliano Pisapia, costruttore della battaglia di Beppe Sala a Milano.

C’è dunque la speranza di un ripensamento della linea oltranzista e minoritaria di Fassina-Airaudo.

E’ come se la “vecchia guardia” battesse sul tasto della politica con la p maiuscola, rinverdendo un assunto che a sinistra dovrebbe essere pane quotidiano: e cioè che le forze in campo non sono tutte uguali. Il Pd non è come M5S; Fassino e Giachetti sono più affidabili di Appendino e Raggi. Così avrebbero ragionato due uomini che non furono certo teneri con i riformisti come Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, i leader di un’esperienza con tante ombre ma che oggi, a confronto di questi giovani, onestamente paiono giganti.

Vedi anche

Altri articoli