Approvato il reato di depistaggio, una legge per la verità

Giustizia
Un momento delle celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Bologna, 2 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Da oggi la legge Bolognesi introduce un reato proprio che punisce con il carcere da 3 a 8 anni il pubblico ufficiale che impedisce, ostacola o svia un’indagine o un processo penale

Finalmente, nel nostro ordinamento, arriva il reato di depistaggio. La Camera ha infatti approvato, in via definitiva, il disegno di legge presentato da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna, che introduce questo reato.

Stragi come quelle di Ustica, del treno Italicus, Piazza Fontana e la strage alla stazione di Bologna nell’agosto del 1980 avrebbero avuto forse un iter diverso grazie a questa legge.

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Che cosa prevede la nuova legge? A differenza di ciò che fin ad oggi prevedeva il codice penale, cioè una semplice aggravante per la frode processuale e il depistaggio, da oggi la legge Bolognesi introduce un reato proprio.

Questo vuol dire che si punisce con il carcere da 3 a 8 anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che compie una azione finalizzata ad impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale. Come? Cambiando artificiosamente il corpo del reato, lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone connessi al reato oppure affermando il falso o negando il vero o tacere in tutto o in parte cio’ che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito. Quindi oltre al fatto che deve essere un pubblico ufficiale a compiere l’azione, ci deve essere il dolo, cioè l’intenzione di depistare. Se questa azione è commessa mediante “distruzione, soppressione, occultamento, danneggiamento, in tutto o in parte, ovvero formazione o artificiosa alterazione, in tutto o in parte, di un documento o di un oggetto” da usare come prova, la pena è aumentata da un terzo alla metà.

La pena sale dai sei ai 12 anni, quando il depistaggio è commesso in un processo su reati gravi: associazioni sovversive, associazioni terroristiche, attentato contro il Presidente della Repubblica, attentato per finalità terroristiche o di eversione, atto di terrorismo con ordigni, attentato contro la Costituzione, insurrezione armata, strage, sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione, banda armata, mafia, associazioni segrete, traffico illegale di armi o di materiale nucleare, chimico o biologico e i reati associativi.

Se però il pubblico ufficiale depistatore si pente e collabora con la giustizia per ripristinare lo stato originario delle prove, e a “ricostruire il fatto” e a “individuare gli autori”, la pena è diminuita dalla metà a due terzi. Come pena accessoria c’è anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La pena si applica anche se il pubblico ufficiale ha lasciato il servizio.

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