Approvato il decreto Ilva, ecco cosa prevede

Industria
Un'immagine dello stabilimento Ilva a Taranto, 25 settembre 2013.
ANSA / CIRO FUSCO

Con 157 voti favorevoli, 95 contrari, e 3 astenuti il Senato approva in via definitiva il decreto Ilva

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto sull’Ilva con 157 i voti favorevoli, 95 contrari, e 3 astenuti.  Tra le novità del decreto oggi convertito in legge, la cessione dell’Ilva e di altre sette aziende del gruppo in amministrazione straordinaria entro fine giugno. Salvo imprevisti a fine giugno i commissari straordinari dell’azienda Gnudi, Laghi e Carrubba individueranno un nuovo soggetto o più d’uno a cui trasferire gli asset aziendali. I commissari avranno poi quattro anni di tempo per completare le operazioni di trasferimento.

Oltre a stabilire per legge la cessione delle aziende del gruppo Ilva, la legge dispone anche altre importanti misure:

  • Eroga un prestito di 300 milioni all’Ilva affinché affronti da qui a giugno questi mesi di transizione, soldi che serviranno per la gestione corrente e che l’azienda ha già cominciato ad usare.
  • Assegna ai commissari una dote di 800 milioni, di cui 600 quest’anno e 200 il prossimo, perché le bonifiche siano effettuate.
  • Viene incontro all’indotto siderurgico che lamenta una situazione di sofferenza economica non essendosi visto riconosciuti i crediti maturati con i lavori effettuati prima dell’amministrazione straordinaria. In particolare, l’indotto che potrà dimostrare di aver realizzato almeno il 50 per cento del proprio fatturato con l’Ilva per due anni, anche non consecutivi, dopo il 2010, accederà alle provvidenze del Fondo centrale di garanzia che allo scopo ha previsto un budget di 35 milioni. Tale meccanismo di aiuto era inserito anche nella legge 20, solo che non ha funzionato, secondo le imprese, in quanto ancorato a parametri di rating per le stesse imprese.

Soddisfazione viene espressa dal Pd, per il senatore Massimo Mucchetti: “La legge approvata non è la soluzione dei problemi dell’Ilva e della siderurgia italiana, tuttavia consente al più grande gruppo siderurgico italiano, di comprare il tempo necessario per affrontare e una buona volta risolvere la questione”. Sulla stessa linea d’onda la Cisl che attraverso una nota del segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina fa sapere che “l’intervento era necessario, ma purtroppo non sarà risolutivo”. Critico il M5s, che definisce il provvedimento incostituzionale ed è l’ennesimo intervento che usa “soldi pubblici” per salvare “un’azienda privata”, cosa di cui l’Europa “ci chiederà conto”.

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