Approvata alla Camera la legge contro gli sprechi alimentari: tutte le novità

Alimentazione
Shopping cart in a grocery store

Le eccedenze alimentari non sono rifiuti, ma cibo “buono” che può essere utilizzato per chi ne ha bisogno

Secondo le stime del Politecnico di Milano in Italia ogni anno si producono circa cinque tonnellate di alimenti eccedenti per un valore di quasi 13 miliardi di euro, 210 euro a persona. Circa il 90 per cento di queste eccedenze va sprecato, mentre potrebbe essere recuperato e destinato alle persone in stato di bisogno, che in Italia è costituito da circa 4 milioni di persone.

La legge per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale che approda in aula in un clima di ampio consenso interviene direttamente su questo, puntando a combattere gli sprechi (alimentari e non solo) e a recuperare il più possibile a fini di solidarietà sociale (la “donazione” di prodotti dev’essere gratuita e destinata alle persone indigenti). E lo fa rendendo più fluido, agevolando anche con nuove risorse e semplificando il sistema che ha come principali protagonisti Onlus, grande distribuzione, organizzazioni agricole, imprese.

L’idea di fondo è che le eccedenze alimentari (per esempio gli alimenti invenduti per carenza di domanda o ritirati dalla vendita perché rimanenze di attività promozionali) e gli alimenti recuperati (prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per motivi commerciali o estetici o perché prossimi alla data di scadenza, nel rispetto rigoroso delle misure di conservazione) non sono rifiuti, ma cibo “buono” che può essere utilizzato per chi ne ha bisogno.

Le norme favoriscono anche il recupero e la “donazione” dei prodotti farmaceutici (sempre nel rigoroso rispetto delle misure di conservazione e validità) e la ricerca sul confezionamento dei prodotti alimentari per limitare gli sprechi e ridurre le eccedenze e i rifiuti.

Nello specifico il testo normativo definisce il quadro di riferimento, stanzia risorse specifiche (tre milioni di euro per il 2016, e almeno altri 2 milioni per il 2017 e il 2018, articoli 11 e 12) e insiste sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica, aiutando a superare alcune difficoltà importanti a cui attualmente vanno incontro i “donatori” (la cessione di prodotti dev’essere gratuita e destinata alle persone indigenti).

Per esempio, chi dona (inclusi i soggetti della grande distribuzione) non solo potrà fare una dichiarazione consuntiva a fine mese – attualmente va fatta cinque giorni prima della cessione – ma avrà agevolazioni fiscali e potrà ottenere uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato (articoli 17). Per un quantitativo donato inferiore ai 15mila euro è poi possibile non effettuare dichiarazioni.

La legge amplia anche la platea dei soggetti autorizzati alle distribuzioni gratuite e le categorie dei prodotti che possono essere cedute agli indigenti (articolo 16): oltre alle Onlus anche “enti privati costituiti per il perseguimento senza fini di lucro di finalità civiche e solidaristiche che promuovono e realizzano attività di interesse generale”; quanto ai prodotti sono inclusi anche i prodotti farmaceutici. Le associazioni di volontariato potranno panche recuperare i prodotti che rimangono a terra durante la raccolta, sempre a sostegno degli indigenti.

E’ prevista inoltre la possibilità (articolo 6) di distribuire beni alimentari confiscati che oggi esiste già ma è a discrezione dei magistrati.

Il provvedimento rifinanzia con due milioni di euro il Fondo già esistente per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti (che opera da un paio di anni, con risorse inferiori, mettendo insieme grande distribuzione, industria, enti caritativi e organizzazioni agricole) e istituisce presso il Ministero dell’agricoltura un nuovo Fondo con dotazione di tre milioni di euro dal 2016 al 2018 (un milione per ogni anno) per finanziare progetti innovativi sulla riduzione degli sprechi, con particolare attenzione alla produzione di imballaggi riutilizzabili o riciclabili (il cosiddetto packaging intelligente antispreco articolo 12). Un altro milione di euro all’anno a partire dal 2017 viene destinato al Fondo del Ministero dell’ambiente sulla riduzione dei rifiuti alimentari (con riferimento anche a iniziative che promuovono l’utilizzo da parte dei ristoranti di contenitori che consentono ai clienti di portare via gli avanzi).

La legge prevede anche una serie di misure per promuovere la riduzione degli sprechi, alimentari, energetici, farmaceutici sul piano culturale.

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