Nessun fascicolo dalla Procura. Ma ora spunta un “aggancio” nella Asl

Amministrative
Virginia Raggi,

Stamattina è stato presentato un esposto, la Procura smentisce di aver aperto un fascicolo ma è un atto dovuto

Dopo la smentita da parte della Procura di Roma alla notizia dell’apertura di un fascicolo, sulla candidata sindaco del Movimento 5 stelle Virginia Raggi, oggi il quotidiano La Repubblica torna sulla vicenda, aggiungendo nuovi dettagli.

Il quotidiano diretto da Mario Calabresi fa riferimento a un “aggancio” della candidata grillina all’interno della Asl RMF. “Una funzionaria di lungo corso che le avrebbe consentito – si legge nell’articolo di Giovanna Vitale – di procurarsi il lavoro, bypassando l’albo dei professionisti ai quali la Asl deve invece attingere per scegliere i nomi dei legali a cui rivolgersi. Pur non facendo parte dell’elenco istituito nel novembre 2012, la grillina ottenne infatti l’incarico per un compenso pattuito di 5mila euro”.

Nessun fascicolo aperto, dunque, ma è certo che è stato presentato un esposto nei confronti della candidata grillina, depositato ieri dall’associazione Anleb (associazione nazionale libertà e progresso) presso la “ricezione primi atti”.

“Da alcuni quotidiani e notizie pubblicate sul web – si legge nel fascicolo con numero di protocollo 85523 – ho appreso che l’avvocato Virginia Raggi avrebbe omesso di dichiarare incarichi e compensi per attività professionale svolta in favore della Asl di Civitavecchia negli anni 2012, 2014 e 2015, nel periodo in cui riceveva l’incarico di consigliere presso l’assemblea Capitolina di Roma Capitale”.

L’Anleb avrebbe formulato l’esposto ipotizzando “il reato di falso ideologico in atto pubblico e altra violazione alla normativa sulla trasparenza per coloro che ricoprono incarichi politici”. A questo punto, l’apertura di un fascicolo diventa automatica.

Ieri Raggi si è difesa con un post su Facebook (“Solo per dimostrare la pochezza di certe accuse”, ha scritto) mostrando l’autocertificazione del 2015 nella quale specifica “di aver svolto l’incarico, come legale fiduciario, per conto della Asl di Civitavecchia, percependo un acconto di 1.878,69 euro e specificando, tra l’altro, la data di emissione della fattura, vale a dire il 2014. L’autocertificazione è del 2015 perché è nel 2015 che percepisco, come recita l’allegato, il relativo compenso. Per quanto riguarda invece l’incarico del 2012 non ero ancora consigliere e non era previsto alcun albo speciale”.

Dal Pd, però, arrivano nuove critiche: “Violano il silenzio elettorale per dire bugie”, ha commentato su Twitter il presidente Matteo Orfini. Secondo il Partito democratico, infatti, l’ex consigliera capitolina nel 2014 avrebbe comunque negato di aver assunto incarichi e di aver percepito compensi da altri enti pubblici o privati.

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