Anti-euro, anti-migranti e populisti. Trionfo dell’Afd in Germania

Germania
epa05091588 German Chancellor Angela Merkel at a press conference with Romania's Prime Minister Dacian Ciolos (not pictured) held after bilateral talks at the German Federal Chancellery in Berlin, Germany, 07 January 2016.  EPA/MICHAEL KAPPELER

Il voto di ieri in tre Laender tedeschi rappresenta un chiaro segnale alla politica sui migranti della cancelliera Angela Merkel

La Germania svolta a destra: il voto di ieri in tre Laender tedeschi rappresenta un chiaro segnale alla politica sui migranti della cancelliera Angela Merkel. L’affluenza alle urne relativamente alta, in media poco sotto al 70% dei votanti e il dato incontrovertibile è l’ascesa folgorante dell’Afd, Alternative fuer Deutschland, il partito della destra populista, l’unico dichiaratamente contrario alla politica di accoglienza di Berlino.

LAfd ha raccolto da un minimo del 12,6% nella Renania Palatinato, passando per il 15,1% del Baden-Wuerttemberg, per finire con il clamoroso 24,2% nella Sassonia-Palatinato, dove il partito esordiente di Frauke Petry ha addirittura scavalcato la Linke.

Il partito di Angela Merkel, la Cdu, ha perso ovunque consensi: nel Baden Wuerttemberg, i cristianodemocratici scendono di 12 punti percentuali e si fanno scavalcare dai Verdi, come annunciavano i sondaggi, che ora sono il primo partito con il 30,3% dei voti.

La Cdu perde oltre 3 punti anche nella Renania, dove resta il secondo partito dietro all’Spd. Resta il primo partito ma perde molti voti, quasi 3 putni percentuali, nella Sassonia-Anhalt, dove scende al 29,4%, tallonato dall’Afd. In questo Land ex dell’Est sono la Linke e la Spd a crollare, rispettivamente di 7 e 11 punti percentuali.

Frauke Petry è raggiante, anche se ritiene di essere incompreso nel suo paese. E la Germania, di fronte al successo della sua destra populista e anti-immigrati, l’Alternative fuer Deutschland scippata agli economisti antieuro che l’avevano fondata, è sotto shock.

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