Anonymous contro il Ku Klux Klan: svelata l’identità di mille simpatizzanti

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PULASKI, TN - JULY 11:  Members of the Fraternal White Knights of the Ku Klux Clan participate in the 11th Annual Nathan Bedford Forrest Birthday march July 11, 2009 in Pulaski, Tennessee. With a poor economy and the first African-American president in office, there has been a rise in extremist activity in many parts of America. According to the Southern Poverty Law Center in 2008 the number of hate groups rose to 926, up 4 percent from 2007, and 54 percent since 2000. Nathan Bedford Forrest was a lieutenant general in the Confederate Army during the American Civil War and played a role in the postwar establishment of the first Ku Klux Klan organization opposing the reconstruction era in the South.  (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

Il gesto è “una forma di resistenza” contro la violenza razziale, afferma il collettivo di hacker

“Una forma di resistenza” contro la violenza razziale. Con questa motivazione il collettivo di hacker Anonymous ha svelato l’identità di mille presunti simpatizzanti del Ku Klux Klan.

Gli hacker avevano già pubblicato nei giorni scorsi nomi e contatti di 57 esponenti legati al KKK: la lista, però, secondo la Bbc, sarebbe falsa. La pubblicazione è stata motivata da Anonymous in seguito ad alcuni fatti avvenuti in passato come la minaccia del gruppo per la supremazia dei bianchi di ricorrere alla “forza letale” contro le persone che avevano partecipato alla protesta per la mancata incriminazione del poliziotto bianco che uccise, nell’agosto del 2014, il giovane afroamericano Michael Brown a Ferguson. Manifestazione alla quale aveva preso parte lo stesso Anonymous.

Il nuovo elenco, chiarisce Anonymous, è stato realizzato usando l’intelligenza umana e non l’hackeraggio. “Questo significa – si legge in un comunicato del collettivo di hacker – che gli individui sono stati spesso identificati ricorrendo a fonti umane di informazione attraverso metodi aperti (interviste con fonti esperte) o coperti (spionaggio digitale/ingegneria sociale)”. Tra i nomi e i contatti compaiono profili social di persone che frequentemente pubblicano contenuti o slogan razzisti e che hanno aderito o messo un “mi piace” ai gruppi legati al KKK su Facebook e Google+.

Già lo scorso anno, Anonymous aveva preso il controllo dell’account Twitter del KKK, sostituendolo con il proprio logo.
E anche quella volta erano stati rivelati alcuni nomi di membri dell’organizzazione di estrema destra.

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