Angela raddoppia, Sarko lascia

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Alle primarie della destra francese prevale Fillon, che va al ballottaggio contro Juppè

La coppia politica di ferro dello scorso decennio si divide, e per sempre. Nel giorno della formalizzazione dell’annuncio di Angela Merkel di volersi ricandidare per la quarta volta (come il suo maestro Helmut Kohl), l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha perso clamorosamente alle primarie della destra francese, escluso da ballottaggio che vedrà di fronte Francois Fillon e Alain Juppé, due ex primi ministri.

Fillon, 62 anni, è stato il primo ministro di Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012. Ed è stato il premier più popolare della storia della Quinta Repubblica. Oggi sbanca il tavolo del voto interno dei Re’publicains con oltre il 44% delle preferenze, addirittura doppiando l’ex capo dello Stato di cui per cinque anni fu fedele servitore. E, se come molti danno per scontato, batterà Alain Juppé al ballottaggio di domenica prossima, sarà il candidato all’Eliseo del centrodestra per le prossime presidenziali di primavera.

Fillon è il classico uomo di Stato, abbastanza di destra mentre Juppè, uomo politico di lungo corso, di grande esperienza ma nella sua vita ha conosciuto anche momenti poco luminose.

Eppure Sarkozy, dopo la sconfitta subita da Hollande, aveva riguadagnato un ruolo primario nel partito ex gollista, che lui stesso aveva dominato per anni, ma evidentemente la sua figura è troppo logorata. Per l’ex presidente non riuscire a piazzarsi nemmeno secondo è un smacco irrimediabile.

“Mi congratulo con Fillon e Juppè che sono qualificati per il secondo turno, due personalità di grande spessore che fanno onore alla Francia”, ha detto comunque commosso Sarkozy, prima di annunciare il suo endorsement a favore di colui che per lunghi anni fu il suo vice a Matignon. “Fillon è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia. Voterò per lui al secondo turno”.

Poi, l’addio. “È tempo per me – ha concluso, commosso – di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche. Francese sono e francese resto, tutto quello che riguarda la Francia mi toccherà sempre nel profondo del cuore. Nessuna amarezza, nessuna tristezza”.

Alle primarie dei conservatori francesi c’è stata un’altissima partecipazione, addirittura un record: 3 milioni di votanti. C’è un chiaro filo che lega il rinnovato impegno della Merkel alla possibile investitura di Fillon: entrambi devono incarnare una certa idea della democrazia e dei valori europei dinanzi, da una parte, all’esplosione del fenomeno Trump ma anche al fenomeno dell’ultradestra xenofoba tedesca e, dall’altro, al pericolo di una vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali francesi del prossimo maggio.

La Cancelliera ha non a caso sottolineato di volersi ricandidare “per i valori della democrazia: per la libertà e il rispetto delle persone a prescindere dalla loro razza, dal loro orientamento sessuale e dalla loro opinione politica”. E si è detta sicura che “saremo attaccati dalla destra come non mai”, alludendo al populismo del partito xenofobo Alternativa per la Germania.

Infatti per Merkel, che è data favorita nei sondaggi, le legislative del prossimo anno saranno “le più difficili di sempre, almeno dalla riunificazione tedesca” nel 1990, a causa della polarizzazione della società e del recente successo della destra populista di AfD alle elezioni regionali. Questa formazione ha registrato una crescita spettacolare di consensi nel 2016 per l’aumento dei sentimenti anti-migranti, dopo l’arrivo di oltre un milione di rifugiati nel Paese, in base alla politica di accoglienza caldeggiata dalla cancelliera.

Vedremo chi sarà l’anti-Le Pen in Francia. Questa sera il suo volto assomiglia molto a quello di Fillon. Aspettando che i socialisti escano dal letargo che sembra averli colpiti, per ora l’unica certezza è che Nicolas Sarkozy esce di scena.

 

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