Andy Murray è numero 1 del mondo. Djokovic abdica dopo più di due anni

Tennis
epa05618959 Andy Murray of Britain attends a training session at the BNP Paribas 2016 Masters tennis tournament in Paris, France, 05 November 2016. Murray becomes world number 1, taking Novak Djokovic's place, after winning his semifinal match by default after Milos Roanic of Canada forfeited on injury.  EPA/IAN LANGSDON

Il campione olimpico è il primo britannico nella storia a centrare questo prestigioso obiettivo

Alla fine Andy Murray ce l’ha fatta. E per realizzare il suo sogno (che poi è il sogno di tutti i tennisti) non è dovuto neppure scendere in campo a Parigi. Dopo la sconfitta di Novak Djokovic ai quarti  di finale di Bercy contro il croato Marin Cilic, per lo scozzese si era aperta la storica possibilità di diventare il numero uno della classifica Atp. Gli sarebbe bastato (tra virgolette) battere in semifinale il canadese numero 4 al mondo Milos Raonic. La sorte (e forse i calcoli di Raonic in vista Atp Finals di Londra) hanno agevolato il compito del campione olimpico in carica. La partita non c’è stata, il canadese ha dato forfait per un infortunio alla gamba e così Murray è il nuovo numero uno al mondo.

Lo scozzese sale sul trono per la prima volta in carriera, scalzando ‘re’ Novak Djokovic, costretto ad abdicare dopo l’ultima striscia di 28 mesi consecutivi al vertice del ranking Atp (dal 7 luglio 2014: 122 settimane di fila al vertice per il serbo, 223 complessive), e diventando il secondo più anziano per età a riuscire in tale impresa dopo John Newcombe, arrivato in vetta a 30 anni (il 3 giugno 1974). L’olimpionico è il primo britannico a salire in cima alla classifica e il 26esimo numero uno nella storia, dalla nascita della classifica computerizzata, istituita nel 1973. In finale domenica per il titolo a Parigi-Bercy Murray affronterà lo statunitense John Isner, numero 27 del ranking mondiale, che ha sconfitto 6-4 6-3 Cilic, numero 10 della classifica Atp e 9 del seeding, protagonista dell’eliminazione di Djokovic.

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