Ancora “compiti a casa” per la Grecia. Alfano: “Per ora Schengen è salvo”

Immigrazione
epa05123047 A group of migrants from Syria, Iraq and Afghanistan, on their way to seek asylum in Germany or Austria, walk along the frozen route from the border between Serbia and Macedonia to a temporary camp for migrants in the village of Miratovac, on the border between Serbia and Macedonia, close to the south Serbian city of Presevo, 24 January 2016. Germany, which is bearing the brunt of migrants fleeing conflict in the Middle East and northern Africa, is struggling to find shelter for the massive influx of new arrivals - about 1.1 million in 2015.  EPA/DJORDJE SAVIC  EPA/DJORDJE SAVIC

Puntare il dito contro Atene non può essere la soluzione del dramma migranti. Visto che non l’ha fatto prima, è ora che Bruxelles prenda finalmente in mano la situazione

Faremo pressione sulla Grecia perché faccia i compiti“. Così il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière, al suo arrivo ad Amsterdam per il vertice Ue sui migranti, è tornato a rivolgersi al governo di Alexis Tsipras come avevamo più volte sentito fino a qualche mese fa. Dall’economia all’immigrazione, è sempre la Grecia sul banco degli imputati. Ed è sempre la Grecia a dover correre ai ripari.

Tanto che, nonostante le smentite di rito, all’ordine del giorno del summit dei ministri dell’Interno dei ventotto che si tiene oggi nella capitale olandese c’è anche l’ipotesi presentata dal governo sloveno di sostenere la Macedonia per filtrare il passaggio dei profughi provenienti dalla Grecia. Che, come è stato tradotto nei giorni scorsi, significherebbe un’esclusione di Atene dal trattato di Schengen di libera circolazione delle persone all’interno delle frontiere europee.

“Vogliamo salvare Schengen, vogliamo soluzioni europee comuni ma il tempo sta scorrendo”, ha avvertito de Maizière. “La Grecia deve rinforzare le risorse (alle frontiere) e accettare aiuto”, ha invece affermato il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner. “Se non riusciremo a rendere sicuri i confini esterni dell’Europa, il confine greco-turco, allora la frontiera esterna europea diventerà quella dell’Europa centrale”, ha aggiunto Mikl-Leitner.

Dal canto suo il commissario europeo all’immigrazione, che caso vuole sia proprio un greco, Dimitris Avramopoulos, ribadisce che Schengen è “la più grande conquista dell’integrazione europea” ed è messo a dura prova dalle iniziative dei governi che hanno recentemente reintrodotto i controlli alle frontiere: Danimarca, Svezia, Germania, Austria e Francia. Sul tavolo di Amsterdam, oltre che la questione greca, c’è anche l’ipotesi di estendere oltre il periodo massimo di sei mesi i controlli introdotti dalla Germania, in scadenza a maggio.

Come ha detto il premier olandese Mark Rutte, presidente di turno del Consiglio europeo, “il tempo per risolvere la questione immigrazione sta per scadere“. L’auspicio è che la soluzione passi per una presa di responsabilità comunitario, che si traduca in un coordinamento serio, nello stanziamento di risorse per i paesi di frontiera, nell’istituzione del diritto d’asilo europeo. E non si trasformi nel solito e stucchevole j’accuse contro Atene che, come d’altronde altri paesi, dall’Italia alla stessa Ungheria, si è trovata per anni a dover gestire, in piena crisi economica, un flusso di migranti che andava via via crescendo nel disinteresse dei burocrati di Bruxelles.

La posizione dell’Italia è stata sintetizzata dal ministro dell’Interno Alfano: “Abbiamo una posizione molto chiara su Schengen, bisogna rafforzare i controlli alla frontiera esterna dell’Ue. Facendo questo salveremo il diritto alla libera circolazione all’interno, che non sarà solo libera ma anche sicura”, ha dichiarato il ministro prima di entrare al meeting informale, chiarendo che in questo momento l’Europa si trova “a un bivio”.

Al termine della giornata, il responsabile del Viminale ha rassicurato: “Per ora Schengen è salvo” e ha annunciato la probabile apertura di hotspot (centri di identificazione) anche lungo la frontiera con la Slovenia e l’Austria, forse sul Tarvisio o sul Brennero.

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