Anche il M5S ha le sue parentopoli. Ecco il caso di Quarto

M5S
FB_IMG_14346135865841-e1441448923154-720x340

A Quarto in Provincia di Napoli l’amministrazione grillina “dimentica” i principi del movimento

Succede a Quarto (Napoli), primo comune conquistato dai grillini in Campania, che il sindaco Rosa Capuozzo si faccia stampare i manifesti istituzionali dalla Tipografia Baiano, di proprietà del marito. Una decisione che, senza ombra di dubbio, va contro le normali regole di deontologia e trasparenza amministrativa che prevedono di non attribuire ai propri familiari i lavori del comune. Tanto che le opposizioni hanno annunciato battaglia con un esposto alla Procura e chiedono l’immediata convocazione di un consiglio comunale per affrontare la problematica in questione.

Ma a Quarto la memoria è corta anche su tanti altri temi cari ai grillini: dalla trasparenza alla lotta alla Casta fino alla legalità, principi che erano alla base della campagna elettorale sia a livello nazionale che locale. Eppure, a sostegno della candidata, si erano spesi i parlamentari più noti del M5S – dal vicespresidente della Camera Luigi Di Maio al presidente della commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico fino al deputato avellinese Carlo Sibilia – che per l’occasione avevano presidiato il territorio con comizi e incontri con gli elettori. Una competizione particolare che aveva visto, proprio su impulso del M5S, l’esclusione, da parte del Tar, delle liste di parte del centrodestra e del Partito democratico per irregolarità nella presentazione delle firme.

Già nella composizione della giunta, il sindaco Capuozzo, appena insediato, aveva fatto discutere con la scelta di affidare l’incarico di vicesindaco ad Andrea Perotti, fratello di Anna Perotti, consigliera comunale neo-eletta. Nonostante l’ombra della parentopoli, però, Rosa Capuozzo ha difeso a spada tratta la sua scelta sulla nomina politica.

Inconsistente invece la riduzione degli emolumenti – nessun dimezzamento degli stipendi degli assessori – ma semplicemente una sforbiciatina del 10%, che sarebbe stata comunque rimpinguata dal numero delle sedute delle commissioni consiliari (e dei relativi gettoni di presenza).

Tra gli atti politici più gravi e discutibili c’è però altro. In un comune come Quarto, che in passato era stato sciolto e commissariato per infiltrazioni camorristiche, risulta incomprensibile la scelta di revocare la convenzione del campo di calcio comunale alla società sportiva “Nuova Quarto Calcio per la Legalità”, diventata negli ultimi anni il simbolo della battaglia dei cittadini contro la camorra, per la rinascita del territorio. Una scelta, non condivisa da molti movimenti civici sorti nel tempo per promuovere la cultura della legalità sul territorio, che sta procurando un danno all’immagine della città.

Infine, qualche dubbio sulla recente revoca della delibera sul Piano Urbanistico Comunale, una scelta singolare e preoccupante, visto che la commissione prefettizia straordinaria che ha guidato l’ente comunale durante il lungo commissariamento aveva appena approvato la delibera.

“Siamo preoccupati per questa decisione – ci spiega Francesco Dinacci, candidato del centrosinistra alle amministrative di Quarto – visti i problemi sulla legalità che storicamente hanno caratterizzato questo territorio. Oltretutto, non si conoscono ancora le motivazioni ufficiali della revoca della delibera. Soprattutto considerando che il piano urbanistico comunale era stato vagliato e approvato dalla commissione prefettizia. Questa è un’interruzione che condanna la città all’immobilismo. Ci domandiamo se dietro questa scelta ci siano interessi di altro genere. Inoltre – conclude Dinacci – ad oggi dai Cinquestelle non è arrivata nessuna idea per il futuro: emergono solo colpevoli distrazioni, arroganza, approssimazione e una vuota propaganda, l’esatto contrario del buon governo. Il risultato, già visibile, è un progressivo isolamento del comune nei Campi Flegrei e nella regione Campania.”

 

Vedi anche

Altri articoli