Anche i supereroi nel loro grande si incazzano

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Batman e Superman sono protagonisti del film di Zack Snyder. Ma la pratica del “Team Up” è vecchia quanto il mondo

Diciamolo sinceramente: un titolo come Batman vs. Superman fa un po’ ridere. Noi italiani andiamo subito con la memoria a titoli come Zorro contro Maciste o Frankenstein contro l’Uomo Lupo; nel resto del pianeta, magari, pensano a Billy the Kid vs. Dracula o Jesse James Meets Frankenstein’s Daughter. Ma forse… forse è un errore, perché stiamo parlando di una tecnica narrativa vecchia quanto il mondo: gli anglosassoni l’hanno battezzata “Team Up”, termine tecnico del mondo dei fumetti. Consiste nell’inventare trame nelle quali si incontrino eroi o personaggi che solitamente agiscono in saghe ben distinte. Come Batman e Superman, appunto: protagonisti del film di Zack Snyder che esce oggi al cinema distribuito dalla Warner. In realtà, la pratica del “Team Up” è assai più vecchia dei fumetti e del cinema, anche se gli antichi non la chiamavano così.

Probabilmente il protagonista del primo “Team Up” della storia è Achemenide. Il nome non vi dice nulla? Non vi piaceva studiare l’Eneide in quarta ginnasio, eh?… Tranquilli, non lo ricordavamo nemmeno noi, ma ci frullava nella memoria il fatto che in qualche punto del poema di Virgilio ci fosse un incontro con i personaggi di Omero. Controllato, eccolo lì: nel terzo canto dell’Eneide le navi di Enea approdano sull’isola dei Ciclopi e incontrano il suddetto Achemenide, un marinaio di Ulisse che nell’Odissea non era riuscito a fuggire assieme ai compagni. Proprio mentre Polifemo – accecato da Ulisse, questo ce lo ricordiamo tutti – avverte la loro presenza, Enea e soci caricano il povero Achemenide sulla nave e fuggono verso lidi meno ostili. Succede spesso nei poemi epici e, più tardi, nei poemi cavallereschi: le narrazioni aprono improvvisi squarci nei quali si inseriscono racconti ancora più antichi. Lo hanno fatto i poeti greci e latini, lo hanno rifatto – imitandoli – i poeti rinascimentali.

Il “Team Up” è vecchio quanto il mondo. Chi scrive, da bambino, era un fan di Topolino. Nella tradizione del fumetto italiano si era consolidata una tradizione già istituzionalizzata dai due grandi del fumetto americano, Carl Barks (che disegnava solo paperi) e Floyd Gottfredson (specializzato in topi). I due mondi di Paperopoli e di Topolinia erano ben distinti e non si incrociavano mai. O meglio, quasi mai… Quando capitava, per noi piccoli lettori era un’emozione. Rimane indimenticabile una storia del 1967, scritta da Guido Martina e disegnata da Giovan Battista Carpi, due giganti della Disney italiana: si intitolava, guarda caso, Paperopoli liberata e, sissignori, era una parodia della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. La Banda Bassotti si allea con Gambadilegno per rubare un’invenzione di Archimede e “sequestrare” Paperopoli sotto una cupola invisibile. L’obiettivo, come sempre, sono i dollari di Zio Paperone. Rimasti casualmente fuori dalla cupola, Paperino e i suoi nipotini Qui, Quo e Qua vanno al salvataggio; strada facendo incontrano Topolino e Pippo e fanno squadra con loro. Ecco, questo è un super “Team Up”. Battuto, a livello Disney, solo dalla memorabile sinergia produttiva che nel 1988 rese possibile Chi ha incastrato Roger Rabbit, il celeberrimo film a tecnica “mista” di Robert Zemeckis: lì, i personaggi dei cartoons Disney interagivano con quelli dei cartoons Warner, dando vita a duetti memorabili. L’incontro tra Paperino e Duffy Duck, i due paperi più nevrotici del Novecento, valeva il prezzo del biglietto e giustificava, da solo, l’esistenza di Freud.

Come si diceva, oggi tocca a Batman e a Superman: che per 100 minuti di film (su 150) sono fieri avversari, poi capiscono finalmente che il cattivo è Lex Luthor e si alleano. Nel duello finale con la “creatura” Doomsday arriva in soccorso anche Wonder Woman, quindi il “Team Up” si triplica. È il momento più alto del film, quando Batman indica la super-fanciulla e chiede a Superman: «Lei è con te?»… e l’altro risponde: «No, credevo fosse con te». Naturalmente sono tutti personaggi della DC Comics, che con questo filmone iperdigitale sfida la concorrenza della Marvel. A noi ignorantoni (mai amati i supereroi) l’idea di mettere Batman e Superman l’un contro l’altro armati sembrava originale: invece, una rapida ricerca ci ha permesso di scoprire che la DC Comics pubblica fumetti “Team Up” con i due eroi in questione dal 1941! Il film è quindi una riedizione della scoperta dell’ombrello, ma questo non gli impedisce di essere clamorosamente divertente e, qua e là, toccante dal punto di vista emotivo (Batman, si sa, ha un passato doloroso: anche a lui una visita dallo psicoanalista non farebbe male) e affascinante da quello visivo (Zack Snyder ha ampiamente dimostrato, in L’alba dei morti viventi e in Watchmen, di essere un regista tecnicamente bravissimo).

La Warner ha chiesto ai recensori di non rivelare alcuni risvolti della trama, e noi ce la siamo cavata non dicendovi nulla (la presenza di Wonder Woman non è segreta, abbiamo chiesto il permesso). Vi basti sapere che Snyder dirigerà due seguiti, Justice League 1 & 2, in cui il “Team Up” sarà probabilmente ancora più vorticoso. Potremmo chiudere qui. Ma scommettiamo che siete curiosi: i titoli che abbiamo citato all’inizio, con Zorro, Maciste, Billy the Kid e compagnia mostruosa, sono veri o falsi? Sono tutti veri. Zorro contro Maciste è un film del 1963, di Umberto Lenzi, con Pierre Brice sotto la maschera di Zorro e il forzuto Sergio Ciani nei muscoli di Maciste. La cosa curiosa è che, essendo Maciste un nome noto solo in Italia (inventato da D’Annunzio, tra l’altro: per il kolossal muto Cabiria), in tutte le edizioni estere il personaggio si chiamava Sansone. Successe il contrario con King Kong contro Godzilla, un film giapponese del 1969 che si intitola così solo in Italia: in originale non c’è King Kong… e non c’è nemmeno Godzilla, o Gojira come lo chiamano in Giappone, bensì Gamera, un altro mostro “made in Japan”. Lo scimmione e il lucertolone doc c’erano invece in Il trionfo di King Kong, 1962, del maestro del genere Ishiro Honda. Il prossimo potrebbe essere Gomorra vs. Romanzo criminale: non c’è limite, quando si parla di “Team Up”.

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