Amministrative in Brasile: pesante sconfitta per il partito di Roussef e Lula

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La severa punizione degli elettori non è arrivata solo da San Paolo, perchè il Partito dei lavoratori ha subito pesanti sconfitte anche nelle sue tradizionali roccaforti

Pesante sconfitta del Partito dei lavoratori al primo turno delle elezioni amministrative che si sono tenute ieri in Brasile, considerate un test dopo mesi di crisi politica dovuta alla destituzione della presidente Dilma Rousseff.

Contro ogni previsione, il partito ha perso al primo turno San Paolo, la città più grande del Paese, con 12 milioni di abitanti: con lo spoglio al 99% delle schede, il candidato del Partito della Social Democrazia Brasiliana (PSDB, di centro), Joao Doria, ha ottenuto il 53,3% contro il 16,7% nel sindaco uscente Fernando Haddad, eletto nel 2012 con il sostegno dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, fondatore del Partito dei lavoratori che per 13 anni è stato alla guida del Paese.

Ma la severa punizione degli elettori non è arrivata solo da San Paolo, perchè il Partito dei lavoratori ha subito pesanti sconfitte anche nelle sue tradizionali roccaforti: i suoi candidati sono infatti arrivati solo terzi a Sao Caetano, Guarulhos e San Bernardo, storico bastione di Lula.

Nei 18 capoluoghi dove ha presentato un proprio candidato, il partito di Lula e Rousseff è arrivato in testa solo a Rio Branco (Stato di Acre). Nello stato chiave di Minas Gerais (sud-est) dove governa, il candidato sindaco di Belo Horizonte è stato eliminato, arrivando quarto. E quattro capoluoghi di regione, tra cui Rio de Janeiro e Salvador de Bahia (la seconda e terza città del paese) dove il Partito dei lavoratori non aveva presentato un proprio candidato, quelli dei partiti alleati che aveva sostenuto sono stati tutti eliminati.

Questa debacle ha favorito i partiti di centrodestra e di destra che a livello nazionale formano la maggioranza del nuovo presidente Michel Temer, subentrato lo scorso agosto a Rousseff.

Il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (Pmdb) di Temen non è però riuscito a imporsi a Rio de Janeiro, dove il primo turno è stato vinto dal candidato del Partito repubblicano brasiliano, considerato il braccio politico della ricca chiesa evangelica. Sono stati oltre 144 milioni gli elettori chiamati ieri alle urne per eleggere sindaci e consiglieri di 5.568 comuni in un Paese che conta 206 milioni di abitanti. Il secondo turno è in programma il prossimo 30 ottobre.

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