Ancora sbarchi, Sicilia in difficoltà

Immigrazione
Un momento delle operazioni di soccorso che hanno consentito di salvare oltre duemila migranti, stipati su gommoni e barconi, in viaggio verso le coste italiane, 23 maggio 2016.
ANSA/MARINA MILITARE
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Il sudanese è accusato di essere lo scafista dell’imbarcazione che stava trainando il peschereccio con a bordo 4-500 persone che non era in grado di procedere da solo

Anche stamattina, a Pozzallo, sono arrivati alcuni barconi carichi di immigrati. E’ un’emergenza che appare senza fine e che prostrando i centri d’accoglienza in Sicilia.

Sono oltre 700 i morti negli ultimi giorni nel Canale di Sicilia, è questa la stima dell’Onu. Una tragedia senza fine per i disperati che tentano di raggiungere l’Europa in cerca di un futuro migliore.

Nell’ultima settimana sono stati 12mila gli arrivi sulle coste italiane, molte le donne e i bambini. Molti i racconti di persone traumatizzate da un’esperienze limite. Sono le donne e i bambini i più colpiti da questa odissea, che ha il suo ultimo atto nella traversata del Mediterraneo. Stupri, botte e insulti sono all’ordine del giorno e sempre più spesso arrivano donne, anche minorenni incinte a causa delle violenze subite. Una situazione inaccettabile, che non può più essere tollerata.

Il mare, quel Mare Nostrum che ha sempre caratterizzato la nostra civiltà, è ormai è diventato una tomba per migliaia di disperati che fuggono dalla guerra, dalla fame, che cercano una vita migliore per loro e per i loro figli. Per noi europei agli inizi del ventesimo secolo era il sogno americano la speranza di una vita migliore per i popoli a Sud del Mediterraneo oggi è il sogno europeo quella agognata meta.

E il raggiungimento di quel sogno spesso si trasforma in tragedia, sempre più spesso. In questi ultimi anni si è fatto molto, anche grazie alla spinta del governo italiano, ma ancora non è sufficiente. L’Europa ha preso coscienza del dramma che si vive nel Canale di Sicilia, ma le soluzioni tardano ad arrivare.

Ecco mentre a Bruxelles e nelle Cancellerie europee si traccheggia, cercando di minimizzare i costi economici e politici, giunge l’ennesima notizia di una tragedia. Un barcone con 4-500 persone è affondato nell’ennesima disperata traversata. Ufficialmente le persone a bordo risultano disperse, ma la speranza di poterne recuperare qualcuna ancora in vita è molto debole. Erano trainati da un altro barcone, giunto sulle coste siciliane.

Il tragico racconto dei sopravvissuti ha consentito agli inquirenti italiani di arrestare i presunti scafisti. Secondo questo racconto l’imbarcazione dispersa era trainata dal barcone giunto in Italia attraverso una fune, ma dopo poche miglia l’imbarcazione sulla quale erano stipate 4/500 persone ha iniziato ad imbarcare acqua. Questo ha scatenato il panico tra i passeggeri che cercavano di salvarsi. A quel punto gli scafisti hanno tagliato la fune, lasciando in balia del mare e senza possibilità di salvezza i disperati.

Uomini, donne, bambini che hanno trovato la morte in una giornata di primavera, mentre cercavano di migliorare la loro vita. Non è la prima volta e se l’Europa non troverà una soluzione non sarà nemmeno l’ultima.

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