Alta tensione Grecia-Austria. Atene: “Non diventeremo un magazzino di anime”

Immigrazione
Nel solo mese di giugno sulle isole della Grecia giunti 4.270 bambini migranti, 86 dei quali non accompagnati. ANSA/SAVE THE CHILDREN ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Il governo Tsipras ha richiamato l’ambasciatore a Vienna. Tensione sulla decisione dell’Austria di fissare un tetto per i migranti

Si alza la tensione tra Atene e Vienna sui migranti. Il ministero degli Esteri ellenico ha richiamato in patria per consultazioni l’ambasciatore a Vienna in segno di protesta per il summit organizzato dall’Austria con i Paesi balcanici sul tema dei profughi, al quale non è stata invitata la Grecia.

Un vertice al termine del quale la ministra dell’Interno austriaca, Johanna Mikl-Leitner, ha lanciato accuse pesanti verso Atene: “La Grecia dice sempre che non è possibile controllare la frontiera esterna. E se la Grecia non può farlo, dà il migliore argomento agli altri per imporre misure individuali”. Misure individuali come il tetto sui migranti (80 al giorno e 3.200 per quelli solo in transito) fissato proprio dal governo austriaco.

D’altra parte la situazione in Grecia è ormai al collasso ed è chiaro che non può farcela da sola. “Non accetteremo azioni unilaterali. Anche noi possiamo farle. Non accetteremo di diventare il Libano d’Europa e di diventare un magazzino di anime, anche se questo comporta un aumento di fondi”, così il viceministro per l’Immigrazione greco Ioannis Mouzalas.

Nel frattempo il governo italiano si muove in soccorso di Atene. “L’Italia – ha detto il ministro degli Esteri Gentiloni al termine di un colloquio telefonico con il suo omologo Nikos Kotzias – considera pericolose iniziative unilaterali in tema di immigrazione e l’Italia non condivide le posizioni che mirano ad attribuire a un singolo Paese, come la Grecia, la responsabilità di far fronte alla crisi migratoria“.

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