Alta tensione tra Arabia Saudita e Iran

Mondo
Nimr al-Nimr

Ryad inizia il 2016 con 47 esecuzioni tra cui quella di Nimr al-Nimr, influente religioso sciita.

L’Arabia Saudita inizia questo 2016 con 47 esecuzioni capitali. Molte di queste persone, secondo il governo saudita, sarebbero terroristi coinvolti in una serie di attentati compiuti da al-Qaeda tra il 2003 e il 2006. Ma alcuni erano semplicemente oppositori del regime, tra questi c’era Nimr al-Nimr, influente religioso sciita, molto popolare nelle province orientali, da dove viene la maggior parte del petrolio saudita e dove la minoranza sciita, non vista di buon occhio dai reali, è molto presente.

Nimr al-Nimr nel 2011 è stato uno dei leader del movimento di protesta partito nel 2011, a seguito delle primavere arabe. Molto popolare, specialmente tra i giovani, lo sceicco chiedeva una maggiore indipendenza dal regime sunnita e più diritti. Fautore della non violenza, non era ben visto da Ryad per la sua vicinanza religiosa a Teheran. Arrestato nel 2012 a seguito di una sparatoria, di cui non sono mai state presentate delle prove convincenti, lo sceicco era fratello di Mohammed al-Nimr e zio del diciassettenne Alì, condannato anch’esso a morte, e per cui è partita una campagna internazionale per chiedere al regime saudita di risparmiarlo.

Questa esecuzione è destinata a alimentare la tensione tra sciiti e sunniti. Molto preoccupato il governo iracheno che teme che ci possa essere un escalation di proteste che coinvolga tutta l’area. Ben più pesante la reazione dell’Iran, il principale paese sciita dell’area e nemico storico dell’Arabia Saudita che minaccia: “L’esecuzione vi costerà cara”. L’ayatollah Ahmad Khatami, membro anziano dell’Assemblea degli Esperti della repubblica islamica dell’Iran, ha infatti definito “criminale” il governo saudita e ha fatto appello a tutto il mondo islamico per denunciare la condanna a morte dello sceicco sciita.

Il problema dei diritti civili in Arabia Saudita è sempre al centro dell’agenda internazionale, infatti il paese è il terzo per numero di condanne a morte dietro solo a Cina e Iran. Nei primi sei mesi del 2015 le esecuzioni, eseguite tramite decapitazione, sono state più di 150 ,e il 2016 non è iniziato sotto un segno diverso.

Vedi anche

Altri articoli