Alta tensione Italia-Egitto, la battaglia diplomatica in 5 punti

Caso Regeni
Un murales raffigurante Giulio Regeni disegnato al Cairo in memoria del ricercatore trovato morto nella capitale egiziana, in una foto tratta da Twitter.
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Dopo l’interruzione della fornitura dei pezzi per gli F-16 da parte dell’Italia, ora il Cairo minaccia delle contromisure che potrebbero avere effetti negativi sulla cooperazione tra i due Paesi

Dopo la decisione del Senato italiano di bloccare la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 all’Egitto, la tensione tra i due Paesi inizia a farsi sentire. Quello dell’Italia è un segnale forte – dopo il richiamo dell’ambasciatore Maurizio Massari e il nuovo ambasciatore, Giampaolo Cantini ancora a Roma – per chiedere chiarezza sul caso della morte di Giulio Regeni che, però, il Cairo dichiara di non comprendere e il governo promette impatti negativi sulla cooperazione bilaterale a partire da emergenze come l’immigrazione e la situazione in Libia. Quali potrebbero essere queste contromisure? Su quali punti si potrebbe giocare la battaglia diplomatica dell’Egitto? Ci potrebbero essere delle conseguenze?

Immigrazione

L’Egitto minaccia di “inondare” l’Europa di migranti, titola il quotidiano inglese Times, riportando le dichiarazioni del ministro degli Esteri egiziano, probabilmente attraverso l’interruzione dei controlli costieri sulle partenze dei migranti. Ma osservando i numeri sull’immigrazione clandestina, emerge che in realtà i tentativi di traversata dall’Egitto all’Italia sono aumentati e non diminuiti nei primi sei mesi del 2016, nonostante i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale siano scesi.

Dossier Libia

L’Egitto minaccia di interrompere anche le collaborazioni sulla questione libica, ma in realtà al momento Il Cairo non sta collaborando con l’Italia su questo tema. Il governo egiziano, infatti, appoggia in Libia il generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito libico della Cirenaica, e rivale del governo di accordo nazionale con sede a Tripoli sostenuto da Italia e Nazioni Unite.

Indagini sul caso Regeni

Ovviamente la mancata collaborazione dell’Egitto potrebbe portare anche a ulteriori rallentamenti nelle indagini sul caso del ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo. Ma, come denunciato di recente anche da Amnesty International, finora le autorità egiziane “si sono dimostrate poco propense a collaborare seriamente con gli organi investigativi e giudiziari italiani” sul caso Regeni con “spiegazioni diverse e contraddittorie, tutte alquanto improbabili, alcune qualificabili come veri e propri depistaggi”, ha denunciato l’associazione per i diritti umani.

Terrorismo

L’interruzione della fornitura dei pezzi di ricambio per gli F-16 “influirà – ha dichiarato il presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, Ali Abdel Al – sulla capacità dell’Egitto di combattere il terrorismo”. Secondo il capo del Parlamento egiziano “la decisione arriva nell’ambito di una situazione regionale e internazionale turbolenta, con lo Stato islamico in rapida espansione”.

Scambi commerciali

Affari miliardari legano Roma al Cairo con l’interscambio tra i due Paesi che supera i 5 miliardi di euro. Turismo, petrolio e banche rappresentano i settori nei quali l’Italia – secondo partner commerciale dopo la Germania e primo mercato di sbocco dei prodotti che vengono dalla terra dei Faraoni – è presente nel Paese nordafricano.

Ora, in questa battaglia diplomatica, la grande assente resta l’Europa. Il giornale francese Libération, con un editoriale a firma del corrispondente da Roma Eric Jozsef, evidenzia la necessità di un intervento dell’Ue per affrontare la questione. Finora, infatti, sottolinea il giornalista di Libération che critica anche Hollande (colpevole di aver prestato più attenzione agli affari con l’Egitto che alla situazione dei diritti umani), solo Londra ha fatto sentire la propria voce, lamentando gli scarsi progressi nell’inchiesta e chiedendo un’indagine trasparente per rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale riguardo alla sicurezza degli stranieri in Egitto.

Lo scontro fra Italia ed Egitto, scrive Joszef, ormai è arrivato ad un punto tale da chiamare in causa la stessa Ue, che dovrebbe intervenire – magari con delle sanzioni all’Egitto – a sostegno degli italiani per ottenere la verità sul caso Regeni, dal momento che tra i principi dell’Unione c’è proprio la difesa dei valori e degli interessi comuni.

 

Foto pubblicata su Twitter dall’attivista e street artist Don Karl 

 

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