Almeno togliamo alle mafie l’affare delle droghe leggere

Legalità
epa02310452 A worker tends to cannabis plants at a growing facility for the Tikun Olam company near the northern Israeli town of Safed on 31 August 2010. In conjunction with Israel's Health Ministry, the company currently distributes cannabis or Marijuana for medicinal purposes to over 1,800 people to help relieve pain caused by various health conditions.  EPA/ABIR SULTAN ISRAEL OUT

Per chi sostiene la legalizzazione il giro di affari per lo Stato sarebbe di circa 8 miliardi l’anno

È la sostanza proibita più consumata in Europa. Legalizzarla, secondo i favorevoli, sarebbe la fine del proibizionismo, darebbe una mazzata al giro d’affari della criminalità organizzata e potrebbe far incassare allo Stato fino a 8 miliardi di euro. I detrattori invece sostengono che il consumo di cannabis sia dannoso, crei dipendenza e che le mafie continuerebbero a guadagnare su quella venduta illegalmente. L’oncologo ed ex ministro della Salute Umberto Veronesi nel 2000 aveva proposto di utilizzare oppiacei e cannabinoidi nella terapia del dolore. E si era scontrato anche lui contro il dilemma: legalizzare la cannabis oppure no? Presentata il 16 luglio del 2015 alla Camera, la proposta di legge che regola la coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis e dei suoi derivati, ha spaccato la politica, la magistratura e la società civile.

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