Alleanza non scritta destra-M5S? Ecco cosa ci dicono i numeri dei ballottaggi

Amministrative
Un seggio elettorale durante il ballottaggio per l'elezione del sindaco di Roma, 19 Giugno 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna: abbiamo analizzato i flussi elettorali tra primo e secondo turno. Ecco cosa è emerso

Il primo dato che emerge dai ballottaggi del 19 giugno è come gli elettorati del MoVimento 5 Stelle e del Centrodestra siano contigui. Nelle città dove si è votato i numeri dicono che c’è stato sia un travaso di voti dal Centrodestra al Movimento 5 Stelle sia viceversa. Non è andato in tutte le città nello stesso modo, ma questa è stata la tendenza di questo turno. Vediamo di analizzare i risultati in alcune delle principali città italiane dove si è votato.

Roma

Nella Capitale il travaso di voti dal centrodestra al MoVimento 5 Stelle è evidente. Virginia Raggi tra il primo e il secondo turno guadagna 300mila voti, mentre Roberto Giachetti circa 50mila. Da questi numeri si nota come i 270mila voti ricevuti al primo turno da Giorgia Meloni siano confluiti totalmente o quasi a favore della candidata grillina. Con questi numeri si evince come la mission di Giachetti fosse praticamente impossibile, d’altronde a Roma, come in altre città italiane, c’è stata un’alleanza palese tra la destra e il M5S, con Meloni e Salvini che invitavano a votare per la Raggi contro il Pd.

Milano

Qui il travaso dei voti non è stato così evidente, ma in parte c’è stato. L’elettorato grillino si è spaccato ed è confluito nel voto su entrambi i candidati, con una prevalenza su Parisi. Beppe Sala ha conquistato 40mila voti in più rispetto al primo turno, mentre il suo avversario si è fermato a quasi 30mila in più. Ricordiamo che Sala si è apparentato con i Radicali, che al primo turno avevano ottenuto poco più di 10mila voti, e negli ultimi giorni aveva ricevuto il sostegno di Basilio Rizzo che al primo turno aveva ottenuto circa 20mila voti. Naturalmente non è detto che questo 30mila voti siano andati totalmente al candidato di centrosinistra, ma comunque gran parte di questi hanno contribuito alla vittoria di Beppe Sala. Dunque, visti i numeri, si può capire come i 59mila voti dei grillini siano andati in gran parte a Stefano Parisi, molti si sono dispersi nell’astensionismo e solo una piccola parte abbiano contribuito alla vittoria di Sala.

Torino

Nel capoluogo piemontese c’è stato il risultato più clamoroso di queste amministrative, con Chiara Appendino che nonostante i 42mila voti, pari a circa il 10%, di scarto del primo turno è riuscita a rimontare ed è diventata sindaco di Torino. Qui la candidata grillina è riuscita a passare dai 118mila voti del primo turno ai 202mila del ballottaggio, mentre Piero Fassino ne ha guadagnato solo 8mila passando dai 160mila ai 168mila voti. C’è stato un vero e proprio ‘tutti contro il Pd’, con il centrodestra diviso in tre nella città, che però si è ricompattato sulla Appendino e con la sinistra-sinistra di Airaudo che con la scelta di non sostenere il candidato dem ha contribuito alla vittoria del MoVimento 5 Stelle.

Bologna

A Bologna, invece, si nota il travaso di voti dal MoVimento 5 Stelle al centrodestra, che non è stato però sufficiente a far vincere la candidata grillina Lucia Bergonzoni, che però tra il primo e il secondo turno ha conquistato 31mila preferenze in più, contro i 15mila conquistati da Virginio Merola. Dei 31mila voti in più conquistati dalla Bergonzoni molti sono arrivati dai 18mila che aveva conquistato Bernardini, che 5 anni fa era stato il candidato leghista. Ma altrettanti sono arrivati dal M5s che al primo turno aveva ottenuto quasi 29mila voti. Merola, invece, ha recuperato i voti a sinistra che al primo turno erano stati appannaggio di Federico Martelloni.

Napoli

Il dato principale di Napoli è l’astensionismo, dove si passa da 426.602 votanti del primo turno, pari al 54% degli aventi diritto voto, ai 283.542 del ballottaggi pari al 35%. Una differenza che non si è verificata in nessuna città italiana. Luigi de Magistris ha vinto, però con i soli 13mila voti in più conquistati rispetto al primo turno dimostra come il sindaco uscente non abbia entusiasmato nei cinque anni in cui ha governato la città partenopea.

Vedi anche

Altri articoli