Allarme Clinton e Trump. Possono ancora perdere le primarie?

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epa05231381 A crowd of supporters cheers during a campaign rally held by Democratic Presidential Candidate Bernie Sanders at Safeco Field in Seattle, Washington, USA, 25 March 2016.  EPA/MATT MILLS MCKNIGHT

Le vittorie di Sanders e Cruz in Wisconsin preoccupano i due super-favoriti che sembrano in un momento di flessione. Decisivi i prossimi appuntamenti

Bernie Sanders e Ted Cruz battono nettamente Hillary Clinton e Donald Trump. E’ successo nelle primarie del Wisconsin, dove, sia in campo democratico che in campo repubblicano, sono stati inferti due duri colpi ai candidati favoriti nella corsa verso la Casa Bianca. Gli outsider, che hanno puntato molto su queste consultazioni facendo una campagna a tappeto in tutto lo Stato, si sono imposti con ampio margine in entrambi i casi: Sanders ha staccato la ex segretaria di Stato per oltre 10 punti, mentre Cruz per un margine di quasi il 20%.

Le vittorie hanno un valore sia morale che materiale, in quanto, oltre che ridare slancio agli sfidanti, si traducono in un buon numero di delegati. Le dichiarazioni di Sanders e Cruz dopo il voto sono entusiastiche. Per il senatore del Vermont, che si autodefinisce “un democratico socialista”, la sua campagna ha avuto “un evidente slancio” dopo le recenti vittorie in Utah, Idaho, Alaska, Hawai, Washington e, per ultimo, Wisconsin (l’unica sconfitta dallo scorso 22 marzo è stata in Arizona). Anche Cruz ha definito la sua vittoria su Trump e John Kasich come “un punto di svolta” e vede ormai come un fatto concreto la possibilità che tutto il partito repubblicano possa unirsi attorno al suo nome per fronteggiare Trump. Nonostante i dissidi del passato e la sua militanza nelle fila del Tea Party, il senatore texano viene visto dai vertici del Gop come il male minore rispetto al magnate newyorkese.

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Numeri alla mano, Sanders e Cruz possono ancora sovvertire i pronostici? Nel caso di Cruz il numero magico è 1.237, obiettivo matematicamente possibile ma concretamente molto difficile: dovrebbe sconfiggere Trump in quasi tutti gli Stati restanti e farlo con ampio margine, poiché attualmente ha solo 455 delegati più la quarantina che prenderà in Wisconsin. La questione è complicata anche per Sanders che dovrebbe arrivare a 2.383 delegati e attualmente ne ha solo un migliaio. Eppure, se riuscirà a imporsi nella maggioranza degli Stati restanti con ampi margini, potrebbe costringere molti superdelegati a cambiare orientamento. Per ora hanno scelto in massa di schierarsi con Clinton, ma potrebbero cambiare idea se Sanders fosse largamente sostenuto dal voto popolare.

Il Wyoming è il prossimo Stato in cui saranno celebrati i caucus democratici, in programma sabato 9 aprile. Lo Stato è un’area favorevole a Sanders, che ha vinto con forza in tutti gli Stati vicini (Idaho, Utah, Colorado e Nebraska). Tuttavia, il Wyoming conferisce un piccolo numero di delegati, mentre il ‘piatto forte’ sarà lo Stato di New York dove si voterà il 19 aprile e dove il numero di delegati in gioco è alto sia per i democratici sia per i repubblicani.

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