Alla ricerca di un’Europa differente. Il contributo delle fondazioni riformiste dell’Ue

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Martedì 21 marzo la fondazione del Partito democratico Eyu organizza una giornata di discussione politica per celebrare il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma

Esattamente 60 anni fa i rappresentanti di sei Paesi firmarono l’atto di nascita dell’Europa Unita, la cosiddetta firma dei Trattati di Roma. Il tutto avvenne all’interno del Campidoglio, su un grande tavolo di noce coperto da un panno rosso, durante una giornata di pioggia. Vennero firmati due trattati costitutivi: quello della Comunità Economica Europea (Cee) e della Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom).

Per celebrare quella storica giornata, che di fatto diede origine al progetto europeo, la fondazione del Partito democratico Eyu, in collaborazione con le principali fondazioni riformiste del Vecchio continente (tra cui la Feps), organizza un momento di riflessione per ragionare sullo stato attuale dell’Unione e sulle sue prospettive future. L’appuntamento, dal titolo “Alla ricerca di una differente Europa. Riflessioni e prospettive”, sarà a Palazzo Madama il prossimo martedì 21 marzo.

Tirerà le fila della giornata Massimo D’Alema, in qualità di presidente della Feps, dopo l’alternarsi di molte personalità: ministri e sottosegretari di alcuni paesi membri, analisti e osservatori. I lavori saranno introdotti dal vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli; ci saranno anche le osservazioni introduttive del deputato italiano Michele Bordo e del ministro del Lavoro lussemburghese, Nicolas Schmit.

Sarà poi la volta del dibattito “Equità, Crescita e Solidarietà”, moderato dal segretario generale della Feps, Ernst Stetter, a cui parteciperanno tra gli altri Peter Balaz, professore dell’università di Budapest e il senatore italiano Paolo Guerrieri.

A seguire un secondo panel, moderato questa volta dalla direttrice dell’edizione italiana dell’Huffinghton Post, Lucia Annunziata, nel quale verranno approfondite le prospettive di un’Europa che dovrà essere – secondo il pensiero riformista delle fondazioni organizzatrici – più inclusiva, più politica, più democratica e soprattutto dovrà andare oltre i populismi. In questa precisa direzione interverranno il sottosegretario italiano agli Affari europei Sandro Gozi, il ministro di Stato per gli Affari europei della Germania, Michael Roth, l’ex presidente del Parlamento europeo Enrique Baròn, e Harlem Desir, sottosegretario francese per gli Affari europei.

Una giornata di analisi e proposte, dunque, utile soprattutto a circoscrivere il contributo di pensiero che nei prossimi mesi (e anni) dovrà arrivare dalle fondazioni riformiste del Vecchio continente.

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