All Blacks implacabili, rimontano il Sudafrica e volano in finale

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epa04993400 New Zealand players react following their first try during the Rugby Union World Cup 2015 semi-final match between South Africa and New Zealand at Twickenham in London, Britain, 24 October 2015.  EPA/ANDY RAIN EDITORIAL USE ONLY / NO COMMERCIAL SALES / NOT USED IN ASSOCIATION WITH ANY COMMERCIAL ENTITY

A Twickenham la Nuova Zelanda esce vincitrice da una partita non bellissima ma molto dura. Ottimo Sudafrica ma non è bastato

Gli All Blacks escono vincitori (20-18) da una battaglia estenuante con il Sudafrica e sabato prossimo si giocheranno il mondiale con la vincente della seconda semifinale tra Argentina e Australia. Le nove mete della settimana scorsa contro la Francia sono solo un ricordo, la difesa degli Springboks è di un’altra pasta e rende la vita difficilissima ai neozelandesi. Decisivo il cambio di approccio nel secondo tempo per gli All Blacks che recuperano lo svantaggio accumulato nella prima frazione e potrebbero così diventare la prima squadra nella storia del rugby a vincere tre coppe del mondo.

 

La cronaca della partita

A Twickenham va in scena la prima semifinale dei campionati del mondo di rugby. E’ la Partita del rugby mondiale: Sudafrica-Nuova Zelanda. In campo ci sono 4 coppe del mondo e un pezzo di storia di questo sport. E’ la sfida di Invictus, quella da cui, nell’ormai lontano 1995, uscirono vincitori gli Springboks post-apartheid di François di Pienaar e Nelson Mandela. Questa volta, favoriti d’obbligo sono gli All Blacks, vincitori in 10 delle ultime 12 sfide dirette.

Parte subito forte il Sudafrica che cerca di mettere pressione ai neozelandesi e trova i tre punti con una punizione trasformata da Handré Pollard. Immediata la reazione degli All Blacks che trovano la meta (trasformata da Dan Carter) di Jerome Caino, perfettamente imbeccato dal capitano Richie McCaw. Nuovo ribaltamento di fronte e nuovi punti per gli Springboks, ancora con una punizione di Pollard. Al decimo minuto Nuova Zelanda avanti 7-6, problemi di disciplina per i tutti neri.

Dopo la partenza un po’ timida gli All Blacks cominciano a macinare gioco, guidati da un Carter molto ispirato. Ma la battaglia sul punto d’incontro è feroce. La maul sudafricana funziona e induce Ma’a Nonu al quarto fallo neozelandese in pochi minuti. Pollard trasforma, Springboks avanti 9-7. La prima mischia ordinata (grande specialità del Sudafrica) arriva al 25′ ma non lascia il segno. Gli All Blacks soffrono nei raggruppamenti e non riescono a imporre il ritmo che ha mandato in tilt la Francia una settimana fa.

I sudafricani trovano la quadra difensiva e con un uso abilissimo del chop takle (il placcaggio alla parte bassa del corpo che tiene alto l’avversario e gli rende impossibile giocare l’ovale) mettono in difficoltà i neozelandesi. Gli Springboks trovano fiducia e un fuorigioco ripetuto di Caino costringe gli All Blacks all’uomo in meno per dieci minuti. Pollard è infallibile dalla piazzola, il Sudafrica chiude il primo tempo in vantaggio 12-7.

Il secondo tempo si apre con la Nuova Zelanda in inferiorità numerica ma costantemente nella metà campo avversaria. Gli uomini di Hansen sono rientrati dagli spogliatoi decisamente più caldi rispetto al primo tempo e trovano addirittura i punti con uno splendido drop di Carter. Dopo il rientro di Caino, gli All Blacks si riprendono la partita: nella stessa azione trovano la seconda meta della partita con Bauden Barrett appena entrato dalla panchina, perfettamente trasformata da Carter, e la superiorità numerica per un’assurda ammonizione rimediata da Brian Habana.

Gli Springboks si aggrappano alle fasi statiche, la superiorità in mischia chiusa è netta, induce i neozelandesi al fallo e porta altri tre punti di Pollard. Immediata la replica di Carter che sfrutta un brutto fuorigioco difensivo dei sudafricani. A venti minuti dalla fine tutti neri avanti 20-15. Gli All Blacks non riescono però a trovare continuità e un Sudafrica mai domo si riporta sotto al 70′, con una punizione da tre punti di PJ Lambie subentrato all’infortunato Pollard.

Con la Nuova Zelanda avanti solo di due punti, gli ultimi dieci minuti sono di fatto una partita nella partita. La stanchezza si fa sentire soprattutto per gli Springboks che non riescono più a uscire dalla propria metà campo. Gli All Blacks controllano gli ultimi minuti anche grazie a forze fresche come quelle di Sonny Bill Williams e vincono una battaglia durissima. Finisce 20-18, sabato prossimo la finalissima contro la vincente di Argentina-Australia.

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