Alfano prova a salvare Ncd: riunione sulle riforme e alleanze variabili nei comuni

Politica
Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, partecipa alla festa dell'Unità a Milano, 02 settembre 2015.
ANSA/MATTEO BAZZI

Il ministro dell’Interno convoca i suoi senatori e garantisce che non ci sarà un asse privilegiato con il Pd alle amministrative

Per il Nuovo centrodestra sono giorni difficili. Il rischio che il partito si spacchi tra un troncone filo-Pd e uno orientato più saldamente a destra si fa sempre più concreto, con le conseguenze che potrebbero derivare sul futuro del governo Renzi. Ammesso che qualcuno, messo di fronte al bivio della fine anticipata della legislatura con il rischio di rinunciare al seggio, non si ritiri a più miti consigli.

Il primo passaggio è proprio quello della riforma costituzionale, che oggi riprende il proprio iter al senato e che già crea non pochi problemi dentro il Pd. Angelino Alfano tiene il punto: “Io penso che l’Ncd debba sostenere le riforme ora che sono arrivate vicino al traguardo – ha spiegato stamattina ai microfoni di Rtl – la nostra proposta è quella di migliorare il testo del Senato creando un listino regionale. Occorre comunque superare il bicameralismo perfetto e su questo non si torna indietro”. Su questa linea proverà a portare tutto il gruppo dei senatori nel corso di una riunione programmata a palazzo Madama.

Il ministro dell’Interno sa che non può permettersi strappi a destra o a sinistra. Se il sostegno al governo Renzi non può essere messo in discussione, per coprirsi il fianco destro Alfano mette un argine anche alla tentazione di chi (Beatrice Lorenzin in testa) spinge per un’alleanza organica con il Pd alle prossime elezioni comunali. “La strategia per le prossime elezioni amministrative è rafforzarci e dimostrare di essere determinanti in una serie di città – spiega – poi vedremo con chi allearci in base ai programmi locali”. Una strategia che farebbe presupporre una scelta autonoma al primo turno, per ‘pesarsi’ e poi stringere intese variabili a destra o a sinistra ai ballottaggi.

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